Perugia, 24 aprile 2022 – Il lungo corteo della Marcia straordinaria della pace ha raggiunto  intorno alle 15 la piazza Inferiore di San Francesco ad Assisi. I partecipanti – oltre 10 mila secondo gli organizzatori – sono stati accolti e salutati dal custode del Sacro convento, fra Marco Moroni. Il frate ha ricordato le parole del Papa che oggi in piazza san Pietro, ha rivolto un appello a tutti gli uomini che hanno responsabilità politiche, affinchè cessino le ostilità.

La marcia, partiti poco dopo le 9 di questa mattina dai Giardini del Frontone di Perugia, all’insegna dello slogan “Fermatevi”, ha visto la partecipazione di 156 istituzioni, 53 scuole e 400 associazioni.

Non sono mancate le polemiche riguardanti il messaggio apparso sul manifesto che non ha fatto alcun distinguo tra aggrediti e aggressori. In pratica – hanno commentato alcuni storici- intima lo stop a entrambe le parti come se il conflitto fosse voluto e alimentato da tutte e due.

Sul palco anche un altro cartello con al scritta: «Missili da est, armi da ovest. La pace da dove?». Insomma, c’è qualcosa nella frattura che si è prodotta nel campo del progressismo e del pacifismo italiano sulla lettura dei fatti di Ucraina.

 “Nelle ultime settimane si parla solo di guerra e sono scomparse  le parole pace e dialogo.  Dall’Umbria, terra di “pace” per antonomasia, auspichiamo con forza la necessità che torni ad essere centrale il concetto di dialogo, riprendendo quel percorso interrotto che è l’unico che può portare quanto prima alla conclusione di questo drammatico e assurdo conflitto”.

È quanto sostenuto dalla presidente della Regione Umbria, presente oggi alla marcia straordinaria per la pace Perugia- Assisi, nel corso del suo intervento di saluto ai partecipanti, all’avvio della marcia dai Giardini del Frontone a Perugia.

“Da questa marcia della pace – ha affermato la presidente – si deve alzare un messaggio forte indirizzato a tutti coloro che sono chiamati a gestire questa emergenza: riaprire il negoziato che, attraverso le sue regole, porti a mettere fine alla guerra e di conseguenza alla perdita di vite umane e  alle terribili conseguenze che sta avendo”.

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