Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

Assisi, 3 maggio, 2022 – Domani la piazza tratterrà il respiro poi esploderà con l’applauso che coprirà ogni cosa, divorerà emozioni che si esauriranno solo nella notte del 7 maggio, quando si conoscerà il nome dei vincitori. Il Calendimaggio alza il sipario sull’edizione 2022 e con i suoi lunghi cortei, preceduti da vigorosi tamburini, scenderà nella piazza del Comune dove il  sindaco di Assisi, Stefania Proietti, consegnerà le e chiavi della città al  Maestro di Campo, Bruno Cianetti. Sarà lui da domani ad assumerà i poteri sovrani per tutto il tempo della festa.

Chi non ha mai assistito all’evento gli sembrerà di assisterà ad un film, a metà tra realtà e finzione, tra vissuto e immaginario, che sembrerà dare il diritto, la fierezza o più semplicemente la consapevolezza per identificarsi nei comuni affetti e passioni della città, anzi nei luoghi della radice e delle abitudini secolari.

Che cosa è il Calendimaggio? E’ una sfida, rappresentata in maniera grandiosa, fra le due antiche fazioni medievali di Parte de Sopra e Parte de Sotto, in ricordo delle lunghe lotte tra le famiglie dei Nepis e dei Fiumi che insanguinarono la città fra il XIV e il XV secolo.

Domani,  alle ore 15,   ci sarà la benedizione dei vessili a San Rufino della Nobilissima Parte de Sopra,  e a San Francesco della Magnifica Parte de Sotto). Subito dopo, intorno alle 15,45 con il suono della campana delle Laudi la partenza da Piazza Santa Chiara del corteo dell’Ente Calendimaggio e l’arrivo in piazza del Comune con l’esecuzione dell’inno del Coprifuoco a cura dei cori delle due Parti.

Seguirà l’ingresso dei cortei, la restituzione del Palio, il saluto del presidente-magistrato dell’Ente Calendimaggio, Lanfranco Pecetta, e la presentazione e l’investitura dei giurati.

La festa, che ha origine antichissime, è dedicata alla Pimavera. Documenti medievali citano le Canzoni di Maggio, composizioni di poesie e canti eseguite da brigate di giovani nell’Assisi di San Francesco. Dopo l’interruzione delle guerre, nel 1954 la festa fu ripresa, aggiornata, e la battaglia tra le due fazioni vanne trasfigurata in una contesa poetico-cortese. L’unica festa laica di Assisi inizia però proprio nelle rispettive chiese, con la benedizione dei vessilli: la cattedrale di San Ruffino per la Parte de Sopra e la basilica di San Francesco per la Parte de Sotto.

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