Perugia, 4 maggio 2022 – Il personale della Polizia di Stato di Perugia, a seguito di richiesta d’aiuto al numero di emergenza, è intervenuto in un’abitazione della zona dei Ponti dove era stata segnalata una violenta lite in famiglia.

 

Giunti sul posto, gli agenti hanno preso immediatamente contatti con la vittima, una donna classe 1968, che ha raccontato agli operatori che il marito, da diverso tempo, faceva abuso di alcool e che questo l’aveva portato ad essere più aggressivo nei suoi confronti e verso la figlia.

In particolare, la 54enne ha raccontato agli agenti che, nell’ultima occasione, l’uomo, in evidente stato di ebrezza, aveva iniziato ad insultarla e a minacciarla di morte per poi aggredirla fisicamente con il bastone di una scopa.

 

La donna ha spiegato, poi, che, durante la lite, la figlia aveva cercato di difenderla esponendosi alla furia dell’altro genitore che l’aveva presa per i capelli e trascinata a terra, per poi scagliarle contro alcuni tronchi di legna.

 

Solo l’intervento del figlio era riuscito a riportare alla calma l’uomo che, dopo aver accusato un malore, era stato portato in ospedale da personale del 118, intervenuto sul posto.

Ritornato a casa dopo le cure del caso, il 62enne ha ripreso a minacciare e a insultare la signora che, spaventata, ha deciso di passare la notte insieme alla figlia nella casa del suocero, poco distante. Ma non è bastato. In piena notte, l’uomo è andato nuovamente in escandescenza e dopo avere raggiunto le due donne sotto casa del padre, ha iniziato a suonare il campanello ed a bussare minacciandole di far saltare in aria l’abitazione con una bombola del gas.

 

A quel punto, terrorizzata, la donna ha chiesto aiuto alla Polizia di Stato.

Grazie all’aiuto degli agenti, è riuscita, con non poca fatica, a ricostruire tutte le aggressioni verbali e fisiche patite nel corso del tempo per mano del proprio coniuge.

Dopo averla rassicurata, la donna si è portata presso gli Uffici della Questura di Perugia al fine di formalizzare la denuncia per le aggressioni subite.

Al termine delle attività di rito, il marito è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di maltrattamenti in famiglia, minacce gravi e percosse.

 

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