I sindacati scrivono alla Regione mentre  si svuotano le eccellenze. Chiesto incontro urgente o sarà riaperto lo stato di agitazione

Perugia, 13 maggio 2022 – Incertezza sullo stato di salute del bilancio regionale, disorganizzazione che crea malessere nel personale, dimissioni di importanti dirigenti (vedi il direttore della Usl Umbria 1), sfiducia da parte degli enti locali rispetto all’operato dei vertici delle aziende sanitarie (Terni ad esempio) e ancora, annose e gravissime carenze di organico, che si sommano al mancato riconoscimento economico a lavoratrici e lavoratori attraverso la rivalutazione dei fondi di produttività.

Come se non bastasse: mancano certezze relativamente alla stabilizzazione del personale a tempo determinato il cui contratto scade il 30 giugno. È una fotografia allarmante quella scattata dai sindacati della sanità umbra, Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Fials in una missiva indirizzata in data 11 maggio alla presidente della Regione, Donatella Tesei, all’assessore Luca Coletto e al direttore delle risorse umane del servizio sanitario regionale, Massimo Braganti.

A rendere ineludibile il confronto, volto a trovare soluzioni immediate, c’è secondo i sindacati “l’ulteriore esodo degli operatori sanitari dall’Umbria, che – si legge nella lettera – non solo non partecipano ai concorsi, ma stanno rispondendo alle chiamate delle altre Regioni per assunzioni a tempo indeterminato come, solo a titolo esemplificativo, sta accadendo all’ospedale di Foligno e Orvieto”.

A cascata poi, le carenze d’organico e la disorganizzazione stanno innescando “un fenomeno inaccettabile di allungamento dei tempi d’attesa per i cittadini e di svuotamento delle eccellenze della sanità umbra con l’aumento della spesa dovuto alle prestazioni sanitarie che gli umbri effettuano in altre Regioni”.

A fronte di tutto ciò, i sindacati chiedono la convocazione di un incontro urgente, in assenza del quale, avvertono, “avvieremo tutte le iniziative d’indizione dello stato di agitazione”.

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