Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

Foligno, 18 giugno 2022 – E’ tornata la magia del corteo storico! E’ tornata dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia ed è stato uno dei momenti più esaltanti della Giostra della Quintana.

Ieri sera Foligno si è calata nell’epoca Barocca con la sua suntuosa passeggiata storica delle rappresentanze rionali che hanno percorso le vie del centro storico, colorate dalle bandiere dei dieci Rioni.

La bella folignate Eleonora Pieroni

Il corteo è stato particolarmente spettacolare, quasi a voler recuperare i due anni di assenza. Secondo la Protezione Civile vi hanno assistito circa 50.000 persone. Strade piene dio gente. Delusi i commensali e i tanti spettatori che gremivano piazza san Domenico dove non c’è stata la solita postazione  per il commento dello speaker che, come negli anni passati, avrebbe dovuto illustrate il fascino di tanto splendore. Sono andati in scena non solo abiti nuovi ma anche belle allegorie ed un eccezionale gruppo equestre.

La sfilata è stata aperta “dall’allegoria degli elementi” interamente realizzata dalla Commissione Artistica dell’Ente Giostra con la collaborazione del gruppo Prometeus.

Il sindaco Stefano Zuccarini nella carrozza seicentesca

I costumi, interamente fatti a mano, sono stati realizzati dall’Architetto Simone Agostini. Un’allegoria “dinamica” che ha preso spunto dalle feste e rappresentazioni teatrali del XVII secolo.  Ma tante sono state anche, le “sorprese” preparate dai dieci Rioni che hanno arricchito il corteggio.

Non è mancato qualche fuori programma, come l’andirivieni di due cavalli ritardatari che, durante il corteo, hanno attraversato via Gramsci per entrare in piazza delle Erbe e raggiungere il rione. Il pubblico si è dovuto scansare, proteggendo i bambini per evitare incidenti.  Il corteo ha battuto inevitabilmente il passo per diversi minuti. La stessa cosa è accaduta anche per il rione Ammanniti: il cavaliere di giostra ha recuperato il cavallo di sfilata in piazza del Grano fra le proteste degli spettatori.

Fatta eccezione per questi due episodi, un toscano ha richiamato all’ordine un “Gianburrasca” locale che, bucando il corteo, ha scherzosamente dato piccoli ceffoni a diversi amici in costume. “Se lo fai a Siena -gli ha detto- ti buttano fuori a pedate da piazza del Campo”. E il  Gianburrasca di rimando: “Ma qui stemo a Foligno!” gli ha risposto in dialetto.

Applausi per la madrina ufficiale della Quintana Federica Moro e la madrina internazionale Eleonora Pieroni, di recente apparsa sul red carpet del Festival di Cannes e che ha preso parte al film “Dante” del regista Pupi Avati che uscirà nelle sale a settembre.

Da 76 anni un sottile filo conduttore lega il racconto di questa favola seicentesca al forte richiamo dei musici, al tambureggiare degli zoccoli dei cavalli sull’asfalto, all’alterigia dei cavalieri e alla bellezza delle dame.

La Quintana è uno dei momenti d’incanto del Belpaese, nel cuore verde dell’Italia, dove in occasione della serata della vigilia della Giostra, vanno in scena, lo stile della sartoria italiana, quell’artigianalità e operosità tramandata da generazioni che altri Paesi ci invidiano. Per realizzare un abito, le sartorie teatrali prendono spunto da un dipinto, da un affresco, da un’opera importante di un museo italiano o internazionale.

In testa al comitato centrale il Presidente dell’Ente Giostra. L’industriale Domenico Metelli, seguito dai suoi magistrati e dalla allegoria degli elementi che h preceduto il carro del simulacro dell’Inquintana, il  dio Marte. Il quadro si è  aperto con il sole e la luna, caratterizzato poi dalle ragazze che rappresentavano aria, acqua, terra e fuoco con abiti interamente fatti a mano dall’architetto Simone Agostini, vice presidente della commissione artistica dell’Ente Giostra.

Gli abiti hanno preso spunto dai costumi realizzati per le feste e per le rappresentazioni teatrali del XVII secolo. I quattro elementi erano circondati dagli attori del gruppo Protemos del regista Giacomo Nappini.

A seguire il Gonfalone della città di Foligno. In abiti seicenteschi  il sindaco Stefano Zuccarini che ha sfilato a bordo di una carrozza d’epoca e la Giunta comunale-

Subito dopo i Rioni. Il primo è stato il Cassero, vincitore della giostra della Rivincita di settembre 2021, poi gli altri nove in ordine di arrivo in classifica: Contrastanga, Morlupo, Ammanniti, Croce Bianca, Badia, Spada, Giotti, Pugilli e La Mora.

Oltre le 23,40  il cerimoniale in piazza. Al vescovo di Foligno, Mons. Domenico Sorrentino, ha donato il cero. Subito dopo ha preso la parola dal palco il Presidente Metelli, poi il Sindaco e infine il Vescovo.

Momento straordinario il suono unico dei tamburini del rioni che ha accolto l’ingresso dei binomi per il rito dell’arruolamento. Infine, il sorteggio dell’ordine di gara per la giostra dio domani sera: il primo ad aprire le ostilità sarà Mattia Zannori de La Mora, lo seguiranno Lorenzo Paci del Croce Bianca, Pierluigi Chicchini dello Spada, Lorenzo Melosso del Badia, Massio Gubbini del Giotti, Luca Innocenzi del Cassero, l’esordiente Nicholas Lionetti del Pugilli, Daniele Scarponi del  Contrastanga, Tommaso Finestra dell’Ammanniti e Alessandro Candelori del Morlupo

Ha chiuso la serata alle 00:25 la lettura del bando interpretato da Claudio Pesaresi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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