Sant’Anatolia di Narco, 19 giugno 2022 – Il Geoportale della Cultura Alimentare prosegue il suo viaggio di valorizzazione enoetnogastronomica lungo tutto il territorio nazionale e raggiunge la sua nuova tappa in terra umbra per celebrare il Patrimonio Immateriale Alimentare della Valnerina.Sant’Anatolia di Narcoz

Valle del fiume Nera, dai Monti Sibillini fino alla Conca Ternana dove confluisce nel Tevere vicino Orte, la Valnerina è rinomata per la natura rigogliosa e i tanti borghi dal fascino senza tempo. Territorio di grande eccellenze, offre una cucina contesa tra terra e acqua, vantando numerosi prodotti alimentari di alta qualità riconosciuti a livello nazionale ed internazionale fra cui il Prosciutto I.G.P. di Norcia, il Farro D.O.P. di Monteleone di Spoleto, la lenticchia I.G.P. di Castelluccio di Norcia,  lo Zafferano purissimo di Cascia, il Tartufo Nero Melanosporum pregiato di Norcia, le trote Fario del fiume Nera, la Cicerchia e la Roveja di Civita di Cascia, la ricotta salata della Valnerina, i formaggi caprini e pecorini I.G.P. e D.O.P.

Al centro della Valnerina, arrivando da Spoleto, si trova il borgo di Sant’Anatolia di Narco, dove il GeCA ha fissato la nuova tappa per raccontare gli ultimi sviluppi del percorso multidisciplinare partito con il progetto pilota della Basilicata, promosso dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e finanziato dal PON Cultura e Sviluppo (Programma Operativo Nazionale), con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio e demoetnoantropologico, 

Il Patrimonio immateriale legato alla cultura alimentare rappresenta la mission condivisa che ha attivato il dialogo tra GeCA e il comune umbro, e la nuova tappa è l’occasione per raccontare e portare avanti l’importante iniziativa del Ministero della Cultura che si propone di contribuire in modo innovativo allo sviluppo territoriale, attraverso la ricerca e la mappatura dei prodotti enogastronomici.

Obiettivo finale del Geoportale della Cultura Alimentare, che ha di recente avviato una fase di arricchimento dei contenuti, restyling e rinnovamento dell’esperienza digitale, è infatti il coinvolgimento di tutte le regioni per raccogliere le eccellenze dei saperi e dei sapori italiani, nel rispetto dell’ecosistema e delle memorie locali, fulcro della valorizzazione del luogo.

A moderare l’incontro del 21 giugno sarà Glenda GiampaoliDirettrice del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, che costituisce una delle antenne dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra e che offre una ricca documentazione relativa all’intero ciclo di lavorazione e trasformazione della canapa legata storicamente soprattutto alla produzione di corde ed alla tessitura per uso domestico e familiare.

Il programma prevede i saluti istituzionali di Tullio Fibraroli, Sindaco del comune di Sant’Anatolia di Narco, Paola Agabiti, Assessore Programmazione europea, Bilancio, Risorse Umane e Patrimoniali, Turismo, Istruzione e Diritto allo Studio, Sport, Cultura – Regione Umbria, Daniele Parbuono, Direttore della Scuola di Specializzazione in beni demoetniantropologici, Università degli Studi di Perugia, Massimo Messi, Presidente del Cedrav – Centro per la ricerca Demoetnoantropologica in Valnerina, Cristina Papa, Presidente della Fondazione Alessandro e Tullio Seppilli.

La Conferenza vuole presentare il Geoportale della Cultura Alimentare quale strumento di racconto e valorizzazione del patrimonio immateriale e attraverso cui fare comunità e condividere le tradizioni.

Nella prima parte dell’incontro interverranno Leandro Ventura, Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che sottolineerà l’importanza della tutela e valorizzazione del Patrimonio Immateriale come concreto strumento di valorizzazione del territorio; Angelo Boscarino, CEO BIA che esemplifica il concetto “Call for Partnership” e la volontà di estendere il progetto pilota della Regione Basilicata ad altri territori nazionali.

A seguire, il contributo di Cinzia Marchesini, Responsabile della tutela del patrimonio demoetnoantropologico e immateriale dell’area regionale Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che si concentrerà sullo stato di attuazione degli accordi interistituzionali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio immateriale del territorio umbro.

Monica Petronio, Presidente Slow Food – Umbria, presenterà al pubblico i presidi slow food della Valnerina: i prodotti, le storie e le buone pratiche, simbolo del genius loci territoriale.

Luciano Giacchè, Valnerinologo, interverrà con un intervento sul paniere agroalimentare della Valnerina, sul suo riconoscimento culturale e sulla caratterizzazione varietale; Cristina Papa, Presidente della Fondazione Alessandro e Tullio Seppilli, docente di Antropologia del Paesaggio, Università degli Studi di Perugia, focalizzerà la sua attenzione sulla cultura di una coltura, portando come esempio la case history del farro di Monteleone di Spoleto. 

Marco Caffarelli, Collaboratore Parco Tecnologico Agroalimentare 3A – PTA Regione Umbria, presenterà infine la Popolazione della Capra Facciuta, un patrimonio che ha segnato la storia della Valnerina e ha insegnato alle comunità locali il valore della Agrobiodiversità zootecnica, cui segue la proiezione del Video La “Capra Facciuta”.

Un brindisi con tutti i presenti alla conferenza chiude i lavori della giornata e precede una visita al Museo della Canapa e al borgo di Sant’Anatolia di Narco.

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