Perugia, 2 luglio 2022 – La Sanità a Norcia, in Valnerina e nelle aree marginali dell’Umbria, come anche in alcune città,  – scrive n un nota Vincenzo Bianconi – con il passare dei mesi continua a precipitare in una condizione sempre più drammatica. I proclami del Governo regionale sono sempre più lontani dalla realtà dei fatti.

Nel 2020 e poi lo scorso Settembre 2021 avevo chiesto con atti ufficiali che il nuovo piano sanitario in via di redazione desse maggiore attenzione alle  piccole comunità dimenticate, razionalizzando quello che era opportuno razionalizzare, ma allo stesso tempo assicurando i servizi essenziali alla  persona in aree anche ad alta vocazione turistica e con una popolazione sempre più anziana, lontana dagli ospedali più strutturati. In questo ambito il  servizio di “Primo soccorso” doveva essere attrezzato con un medico sempre a bordo al fine di garantire nei lunghi viaggi verso i nosocomi più  attrezzati un livello adeguato di sicurezza.

Oggi purtroppo il personale, invece di essere stato incrementato, è stato addirittura ulteriormente ridotto anche in questo servizio primario. Infatti  siamo passati ad avere, per tutta la Valnerina, non solo di notte un solo dottore a bordo per una soltanto delle due autombulanze con base Norcia e  Cascia, ma ora anche di giorno. Questo significa che se una persona si ferisce gravemente a Castelluccio e deve essere portato a Foligno, perché allo  stato attuale anche Spoleto è stato fortemente ridimensionato, tutto il territorio non avrà per circa 4 ore un altro dottore a bordo dell’ultima  ambulanza rimasta. Direi che questo proietta tutti gli abitanti della Valnerina e tutti quelli che la scelgono per lunghi e brevi soggiorni verso un rischio  inaccettabile.

Il Consiglio regionale aveva votato compatto l’anno scorso per riconoscere la Fioritura di Castelluccio quale grande evento di interesse regionale. A  tal riguardo si era più volte parlato addirittura di prevedere nei weekend un’ambulanza con medico a bordo dalle 8:00 alle 20:00 così come avviene a  Colfiorito. Ma, da quanto si è visto fino ad ora, anche questa fa parte delle promesse scritte sulla sabbia.

In questi luoghi i medici di primo soccorso dal primo Luglio coprono soltanto 28 turni al mese rispetto ai precedenti 64, come avvenuto fino a ieri. Agli specializzandi che riuscivano a sopperire alle lacune di personale, con turni massacranti, scade il contratto senza possibilità di rinnovo. Speriamo  che le sostituzioni siano state pianificate per tempo e che questo non causi altri disservizi/rischi per la popolazione residente e turistica di questi  luoghi e dell’Umbria.

La lista dei problemi sarebbe interminabile. Aggiungo soltanto qualche altro elemento come quello dei medici ospedalieri che a Norcia sono passati  da sei a tre; la Radiologia che funziona solo tre giorni a settimana a Norcia e uno a Cascia, poichè mancano i tecnici di Rx; l’Oculista ed il Cardiologo  che non sono più presenti in entrambi i territori; Ortopedico e Otorino oggi una volta ogni 15 giorni.

A Marzo 2021, con atto formale, avevo chiesto di sapere entro quando e se sarebbe stata ripristinata la pianta organica 2015 presso l’Ospedale di  Norcia e quando si stimava la ricostruzione del nosocomio con il ripristino del Pronto Soccorso h24 e l’area per le degenze. Il Governo di questa  Regione rispose che la struttura era in fase di progettazione e che sarebbe stata pronta entro metà 2023, con risorse pari a 5 milioni e 400mila euro.

“Attendiamo un sopralluogo dell’assessore alla Sanità Coletto a Norcia, l’ospedale più danneggiato e ridimensionato nei servizi dell’Umbria, ma dal  suo insediamento ad oggi nessuno ne ha traccia.. – denuncia il consigliere regionale e presidente del Gruppo misto “Gente Libera”, Vincenzo Bianconi
– Personalmente più volte in Consiglio l’ho invitato a venire in Valnerina e nelle altre aree marginali dell’Umbria per rendersi conto sul campo delle  strade, delle distanze e di cosa sarebbe stato più opportuno predisporre per la tutela della salute pubblica.. ma niente da fare”.

“Mi chiedo se a questo punto non si tratti più di un errore di valutazione, di disinteresse da parte di questa Giunta, ma invece di una vera e propria  strategia con l’obiettivo preciso di spogliare alcuni territori dei servizi essenziali alla persona per poi desertificare quelle aree. Le persone hanno il  diritto di sapere cosa questa Regione vuole fare per la tutela della salute pubblica di tutti. Le persone devono poter avere accesso alle cure. Tutti, a  prescindere da dove vivano, devono essere trattati con dignità e rispetto a partire dai servizi di base. Questo diritto a sapere vale tanto per gli utenti  che per chi lavora in Sanità. Le persone devono essere al centro e meritano rispetto.

Attendo il piano sanitario consapevole che, peggio di quello che mi aspetto, è soltanto questa apatia, questa assenza di confronto e queste continue  non risposte”.

 

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