Servizio a cura di GILBERTO SCALABRINI

Montefalco, 11 settembre 2022 – A Montefalco, terra del Sagrantino, torna dopo due anni di assenza per la pandemia la grande festa della bonfinita. Torna il 18 settembre, dalle ore 14, e chiude in bellezza la settimana enologica 2022 che inizierà venerdì.  In una atmosfera di tempi antichi, sarà un pomeriggio ricco di divertimento per grandi piccini, danze, canti popolari, stornelli, quadriglie, buon vino e musica all’insegna del rispetto per la Terra.

Con la festa della vendemmi la città di Benozzo Gozzoli celebrerà il territorio e la sua cultura contadina. Le oltre trenta frazioni del borgo daranno il meglio per allestire, su vecchi carri agricoli trainati da trattori, un vero e proprio spaccata dell’ambientazione di 100 anni fa: vigneti, cantine, osterie, torchiatura, pigiatura, imbottigliamento. I contadini offriranno a tutti vino, dolci, fagioli e cotiche, panini col prosciutto.

La regia della grande rievocazione storica è dell’assessore al turismo e alle manifestazioni, Daniela Settimi (nella foto). Un’occasione, dunque, per fare festa, riprendere una tradizione con scene di vita  reale, dedicate a Bacco.

Sarà un momento conviviale sorprendente. Come sorprendente è il paesaggio, tutto da vedere, contemplare e anche da assaggiare.  Il paesaggio ha un fascino tutto suo, un po’ di double face, perché Montefalco è una città con una vivacissima vita estiva. Oltre all’arte umbro toscana che richiama tanti turisti durante l’anno per ammirare le opere di  Benozzo Gozzoli, c’è il grande vino Sagrantino, ormai noto in tutto il mondo.

E’ un vino da assaggiare almeno una volta nella vita. Da soli o in compagnia. Sua Maestà il Sagrantino è un nobile sorso d’Umbria. È un vino che non ha bisogno di presentazione, perché è il simbolo dell’eccellenza vitivinicola di questa terra. Ha un profumo elegante e avvolgente di frutti di bosco e spezie. Nel mondo antico, questa bevanda era sacra per i cristiani ed insostituibile “nettare degli dei”.

Oggi è cultura. Il Sagrantino nasce fra le morbide colline ed è così apprezzato e ricercato perché considerato un vino antico, divino. Il suo nome, infatti, deriva dall’uso sacro a cui era destinato durante la messa per celebrare i “sacramenti” e dal fatto che era conservato, appunto, in sagrestia.

 

 

 

 

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