Perugia, 12 settembre 2022 –  È dello scorso giugno la sigla di un accordo tra l’Università per Stranieri di Perugia e il Centro Culturale Italiano di Olivos (Buenos Aires) finalizzato al job placement (collocazione professionale) di studenti dell’Ateneo presso le scuole dell’organismo argentino. L’accordo era il frutto di una missione in America Latina del rettore De Cesaris, nel corso della quale questi aveva posto le basi per un’intensificazione delle attività didattiche e d’interscambio scientifico-culturale con le realtà pubbliche e private argentine impegnate nell’insegnamento della lingua e cultura italiana.

Il progetto registra oggi un suo primo importante esito con la selezione di un piccolo gruppo di neo neolaureati ITAS – Corso di Laurea Magistrale in Italiano per l’insegnamento a stranieri – che hanno ottenuto un contratto per svolgere attività di insegnamento e ricerca presso le sedi del Centro Culturale Italiano di Olivos.

L’Università per Stranieri di Perugia intrattiene sin dal 2001 rapporti di collaborazione con il centro argentino, il quale è sede d’esame della certificazione di conoscenza della lingua italiana – CELI (dell’Università per Stranieri di Perugia) e da circa un ventennio organizza ogni maggio l’invio alla Stranieri di gruppi di studenti per corsi di lingua italiana e visite culturali.

Olivos rappresenta una realtà di notevole importanza per la promozione della lingua e della cultura italiana in Argentina, con più sedi dislocate in tutta la provincia di Buenos Aires.

Le scuole del Centro offrono infatti un programma didattico che integra i curricula italiano e argentino; sin dal livello iniziale gli allievi ricevono una formazione biculturale italiana e argentina, con insegnanti madrelingua.

Il titolo rilasciato al termine degli studi superiori dallo Stato italiano è equivalente a un Baccalaureato Internazionale valido in tutti i paesi appartenenti all’Unione Europea. (Nella foto, il Direttore del Centro Italiano di Olivos, Michele D’Angelo, e il Rettore Valerio e Cesaris, dopo la sigla dell’accordo a Palazzo Gallenga).

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