Gli agenti del Commissariato hanno ritirato pure una carabina, un revolver e centinaia di munizioni 

Assisi, 25 ottobre 2022 – Nell’ambito degli interventi eseguiti dalla Polizia di Stato – relativi ad episodi di liti, aggressioni, maltrattamenti, atti persecutori, abuso di sostanze alcoliche o uso di stupefacenti – un’attività fondamentale è quella relativa all’accertamento in materia di armi a carico delle persone coinvolte.

Infatti, come previsto dall’articolo 39 del TULPS, nei casi d’urgenza, quando vi sia il pericolo che i detentori di armi, munizioni o materie esplodenti possano abusarne, gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza possono provvedere all’immediato ritiro cautelare, dandone immediata comunicazione al Prefetto che potrà poi emettere un provvedimento divieto di detenzione qualora siano venuti meno i requisiti soggettivi.
Nell’ambito di questa materia, rilevante è stata l’attività degli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Assisi che, nell’ultimo periodo, nel corso dei vari interventi, hanno ritirato complessivamente 15 fucili, 1 carabina, 1 revolver oltre a centinaia di munizioni di vario calibro.

Si tratta di un’operazione che si è svolta in tutto il territorio assisano comprendendo oltre le realtà di Assisi, Bastia Umbra, Cannara e Petrignano d’Assisi.
Svariati i casi e le motivazioni che hanno portato gli agenti ad effettuare il ritiro cautelare delle armi ai loro proprietari; tra questi prevalgono i sequestri amministrativi effettuati nell’ambito di liti tra vicini di casa e in famiglia. Numerosi sono stati, altresì, i ritiri effettuati nell’ambito di interventi per maltrattamenti in famiglia e per atti persecutori.

La detenzione ed il porto di armi da fuoco, infatti, in Italia è subordinata al rispetto di una stringente normativa in materia, che prevede oltre al possesso di tutti i requisiti tecnici necessari per il corretto maneggio delle armi, anche l’idoneità dal punto di vista fisico e psichico del detentore. Tutte le situazioni che possano denotare un’indole aggressiva o il venir meno dei requisiti soggettivi o oggettivi richiesti per i detentori di armi devono essere attentamente valutate dagli operatori della Polizia di Stato durante gli interventi, al fine di evitare un abuso delle stesse e che episodi – apparentemente non gravi – possano degenerare in eventi tragici.

 

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