Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI

Foligno, 20 novembre 2022 – Salendo lungo la strada provinciale che conduce nella frazione di Annifo, le casette di legno dei terremotati del 1997, sono abbandonate da anni. Sembrano anime da purgatorio. La pioggia e il sole ha fatto diventare il legno color marrone scuro.

I pochi abitanti rimasti sono tornati tutti nelle loro abitazioni ristrutturate e incastonate nella montagna, a 847 metri di altezza.

La chiesa parrocchiale, intitolata a Sant’Elena, raso al suolo 25 anni fa dalle scosse, è stata riedificata e riaperta al culto nel 2008.

Oggi celebra la messa il vicario parrocchiale, don Flavio  Orazi. Ha 95 anni ma è ancora un Marcantonio prestante, nonostante gli acciacchi dell’età.

Su banchi sono seduti i musicanti della banda di Annifo, guidati dal maestro Gilberto Mancini.

“Una volta suonavo il clarinetto – dice con nostalgia – ma adesso con l’avanzare degli anni non ce la faccio più”.

La banda musicale è la vera anima del paese e don David all’omelia  sottolinea come essa sia l’orgoglio di questa frazione di montagna, che da anni si spopola.

Eppure nella banda ci sono tanti giovani ed è il segnale inequivocabile della volontà di appartenenza a questa istituzione che ha 88 anni. Quasi l’età media degli anziani di Annifo che resistono tenacemente alla emigrazione.

I giovani musicanti  invece tirano avanti con amicizia, voglia di divertirsi e, ovviamente, con grande amore per la musica. Lo fanno insieme ai veterani e sacrificano spesso il loro tempo libero per gli allenamenti. Alcuni studiano al conservatorio, altri lavorano. Tutti sono attratti dalla musica e dagli strumenti.

Un vero spettacolo quando suona. Farvi parte significa stare tutti insieme, partecipare ai momenti salienti che scandiscono il vivere della collettività, dare significato autentico al proprio mettersi a disposizione, condividere il proprio tempo libero. In banda si costruiscono con pazienza legami e relazioni, che sono valori fondamentali, testimonianze civili e culturali di grande ricchezza. I bandisti camminano, marciano, cantano e suonano non solo nella loro terra, ma anche in piazze e strade dell’Umbria. Gli adulti donano la loro esperienza e i giovani nuove idee, entusiasmo e orizzonti.

Insomma, la banda di Annifo è una grande realtà e la tradizione è intrinsecamente connessa con la storia del territorio montano

Questa mattina, la banda ha suonato in gruppo in chiesa e i fedeli hanno salutato con applausi i vari bravi, eseguiti anche per onorare Santa Cecilia, protettrice della musica.

 

 

 

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