Scheggia e Pascelupo, 3 ott. 2023 – L’iniziativa giunta alla sua XI edizione, è stata fortemente voluta dal Sindaco del Comune di Scheggia e Pascelupo , grazie anche al fattivo contributo della regione Umbria, del Gal Alta Umbria e della Fondazione Angelo e Carlo Alberto Lisandrelli. (Nella foto, i relatori)

Particolarmente rilevante e degno di nota il convegno di Sabato 30 settembre tenutosi presso l’Abbazia di San Emiliano  e San Bartolomeo in Congiuntoli.

La sede dell’incontro  come ha sottolineato fin da subito Tommaso di Carpegna Falconieri ,era congeniale: un’abbazia medievale di pietra chiara, alla confluenza di due corsi d’acqua, sperduta nell’Appennino, circondata da verde e da silenzio (non prendevano neppure i telefonini). Nel suo interno, sobrio e poco illuminato, si trova un’installazione di bandiere con le croci rosse toccate dal fuoco: penso simboleggi il rogo dell’ultimo Gran Maestro, avvenuto nel 1314.

Il convegno moderato da Federico Fioravanti, ideatore e direttore del Festival del Medioevo, si è aperto con l’intervento di Jacopo Mordenti ,per certi versi introduttivo rispetto a quelli che hanno fatto seguito. L’obiettivo – sulla scorta di “I templari. Storia di monaci in armi (1120-1312)” (Carocci, 2022) – è stato quello di fornire un’agile, velocissima panoramica della vicenda templare, fissando alcune date fondamentali e mettendo a nudo alcuni equivoci di comodo: per esempio che i templari siano interpretabili come i figli della cosiddetta prima crociata (1095-1099); che il loro exploit materiale e il loro apporto militare alla causa della Terrasanta, nella prima metà del XII secolo, siano stati subitanei; che siano stati responsabili, pur con tutta la loro ricchezza e il loro potere politico, del drammatico sgretolamento dell’Oriente Latino sotto i colpi dei nemici musulmani, nella seconda metà del XIII secolo; infine che abbiano colpevolmente prestato il fianco a delle accuse di eresia – e blasfemia, e sodomia, ecc. ecc. – concepite appositamente nella Francia del primo Trecento per non lasciare scampo.

L’Umbria, inoltre, è anche particolarmente ricca di testimonianze monumentali e artistiche, afferma  Mirko Santanicchia, legate agli Ordini di Terrasanta: Templari, ma anche Ospedalieri di San Giovanni (poi cavalieri di Rodi e di Malta) e Canonici del Santo Sepolcro. Un patrimonio che, senza necessità di chiamare in causa “misteri” a tutti i costi, merita invece di essere studiato e valorizzato, per i tanti appassionati del Medioevo finalmente riscoperto dal grande pubblico.

Non dimentichiamoci del forte rimando culturale che armi ed armature hanno da sempre evocato nell’immaginario collettivo, afferma Enzo Valentini, grazie  anche a film, documentari e quant’altro, pur riconoscendo  la varietà degli stessi nei materiali e negli utilizzi .

Il convegno è andato oltre al tema dei templari, introducendo il concetto del  templarismo con Tommaso di

Carpegna Falconieri, il quale  ha presentato una panoramica di questo fenomeno culturale diffuso e attuale: una vera e propria galassia in movimento, molto sfaccettata, ma che ha come elemento unificante la passione per i cavalieri templari. I quali evocano immediatamente al vasto pubblico concetti come enigma, mistero, conoscenza, esoterismo, tradizione, magia, ricchezza, tesoro…

Nel corso della conversazione ha illustrato le due principali forme con cui si manifesta: quella “politica” (in senso molto ampio) e quella “massmediatica”: dagli impieghi del mito templare negli ambienti massonici, cattolici tradizionalisti e in alcune correnti di estrema destra, fino alla sua esplosione mediatica che coincide con la pubblicazione del libro Il Codice Da Vinci nel 2003.

 

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