Servizio di GILBERTO SCALABRINI

Perugia, 19 nov. 2023 -Un trionfo visivo si apre di fronte a noi, una vera e propria esplosione di colori si dispiega da un lato con immagini misteriose, quasi alchemiche; il rosso magma, il giallo ocra e il blu notte dall’altro, a rappresentare l’amore in una simbiosi perfetta. In ogni opera, l’armonia danza con l’eleganza dell’arte in una suggestiva coreografia cromatica.

È la straordinaria mostra “Itinerà”, inaugurata ieri pomeriggio a Perugia, presso l’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia in via Oberdan, a pochi passi da piazza Matteotti. I protagonisti di questa esposizione sono Pierpaolo Ramotto e Pippo Cosenza, rispettivamente maestro e allievo, in un connubio affascinante: l’insegnante che semina e l’allievo che accoglie e restituisce il frutto della formazione.

Il Professor Pierpaolo Ramotto, già affermato docente all’Accademia di Firenze dove ha concluso la sua brillante carriera come docente di pittura, ha insegnato in varie e prestigiose accademie d’Italia: Venezia, Perugia, Roma, Urbino, lasciando sempre un segno inequivocabile del suo passaggio.

La dimostrazione sono gli ex allievi che continuano ancora oggi a cercarlo per salutarlo e ringraziarlo per ciò che ha loro trasmesso. La sua influenza e fama è  viva soprattutto all’Accademia di Firenze, dove molti giovani studenti alle prese con la tesi gli chiedono preziosi consigli e lui elargisce la sua esperienza, convinto che  l’arte è uno spazio vitale, un incontro importante al di là di culture e generazioni diverse.

Pierpaolo Ramotto è spesso invitato  a eventi e convegni. Nel 2020 è stato ospite in Cina, dove ha tenuto conferenze agli studenti degli istituti d’arte di Pechino.

Pippo Cosenza, artista e fondatore dello “Spazio 121” a Perugia, è un ingegnere nucleare originario di Palermo con una seconda laurea in tecniche della scultura conseguita all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia. Nelle sue opere luce, colore e segno si fondono in un’armonia straordinaria.

Durante la presentazione al pubblico, il maestro e poeta Angelo Mazzoli di Spello ha enfatizzato la figura di Ramotto, sottolineando che egli «nasce in varie parti del mondo ed è figlio di tutte le terre».

Pierpaolo, infatti, nasce da una famiglia riparata in Umbria dopo l’esodo da Lauco in provincia di Udine; studia a Perugia e alla  Accademia di Monaco di Baviera.

«Come uomo  – ha detto Mazzoli – il suo carattere è fiero, intollerante di ingiustizie, abusi e compromissioni politiche, sottomissioni al potere dei mercati o dei mercanti dell’arte, delle culture messe in vendite o iscritte al libro paga dichi può permetterselo».

Come artista Mazzoli afferma Ramotto «oscilla tra la costante umanistica, astratta e ideale e il terreno concreto della scienza e della tecnica. I motivi ispiratori che guidano le sue creazioni sono  la continua ricerca dell’uomo, spinta quasi all’impossibile, un impegno di docente discontinuo per un bisogno di altre esperienze, di avventure diverse, di passioni talvolta irrefrenabili; un continuo oscillare tra la costante umanistica, astratta, ideale ed il terreno più concreto della scienza e della tecnica. Come Pierpaolo Ramotto vivrà in armonia o in disagio questi due versanti è un mistero che solo lui può esprimere.

Nelle sue opere c’è un amore viscerale per  la cultura classica, soprattutto greca, da cui il complesso di opere “armoniokromie”  cosmologiche. Qui nasce il suo amore dichiarato per Socrate e Platone. Nei suoi dipinti c’è una esplosione di luci e di colori, da cui emergono spesso profili di figure femminili. Quello che lui ama molto è la rappresentazione visiva della donna. Pannelli, alcuni distesi in posture di armonia leggiadria, con fondali monocromi che aleggiano con ondulazioni di panneggi come fossero pensieri in procinto di sciogliersi e di volare all’infinito».

E’ vero, verissimo! Segni e colori si riferiscono alla nascita del cosmo, alla luce dell’universo, una delle questioni più sentite dagli uomini di tutti i tempi.

Pino Cosenza, invece, il maestro Angelo Mazzoli l’ha descritto come «un poeta che crea in bilico tra il sogno del passato e la realtà naturale del presente. Una pittura astratta sospesa tra cielo e terra, come un’armonia musicale dove le note disegnano sul pentagramma pittorico un intreccio ammaliante di ritmi e silenziose pause».

La mostra si intitola “Itinerà” e si configura non come un semplice viaggio, ma  un itinerario alchemico che attraversa un mondo ricco di contenuti e metafore, in cui immergersi completamente.

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