Terni, 8 febbraio 2024 – Pochi minuti prima delle ore 18 di oggi, il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha annunciato sui social le sue dimissioni da primo cittadino.

“I motivi – ha detto – sono di carattere politico, continuo ad essere il segretario di Alternativa popolare ma di qui a 20 giorni non farò più il sindaco della città”.

Chi ha provocato il terremoto?

Bandecchi non fa nomi e cognomi. In una nota, Verini e Ascani del Pd affermano: “Le dimissioni da Sindaco sono l’unica cosa buona fatta da Bandecchi in questi mesi dalla sua elezione. Sarà interessante capire le reali motivazioni. In ogni caso, finalmente, si libera una istituzione democratica come il Comune di Terni da comportamenti estranei alla dialettica politica-istituzionale, anche aspra, che hanno offeso storia e tradizioni della comunità ternana e umbra!

Gianfranco Mascia e Eva Hausegger Co-portavoce di Europa Verde Umbria e Francesca Arca Portavoce di Terni: “Di Bandecchi non possiamo fidarci. E quindi le sue dimissioni annunciate a video ci lasciano ancora dubbiosi sulle sue vere intenzioni. Ma, se fosse confermata, questa è una splendida notizia, perché vuol dire che nel giro di un anno sia Terni che Perugia, sia la stessa regione Umbria avranno un governo ecologista, progressista e di Sinistra che cercherà di risolvere i problemi che questa destra fino adesso ha causato”.

Elisabetta Piccolotti dell’Alleanza Verdi Sinistra : “I ternani si sono affidati a Bandecchi e questo è il risultato: dimissioni senza nemmeno dare le motivazioni- scrive -. Speriamo non sia uno dei suoi scherzi da irresponsabile e che si vada davvero a votare per eleggere persone dignitose alla guida di una città che merita il meglio”.

Meloni (Pd), capogruppo in consiglio regionale: “La notizia delle dimissioni di Stefano Bandecchi da sindaco di Terni è uno schiaffo alle istituzioni, uno sfregio difficilmente rimarginabile per una città che non meritava l’ennesima umiliazione. Quello che è successo a Terni è quello che si verifica quando si consegna la politica e il bene comune a persone che si presentano come protettori degli interessi dei cittadini e invece, a meno di un anno dalle elezioni, sbattono la porta e rimandano una città al voto fregandosene della volontà dei cittadini e dello spreco dei soldi pubblici che ciò causerà. Il tutto annullando una serie di promesse sulle quali la cittadinanza di Terni si era riconosciuta. E’ una presa in giro ulteriore il fatto che resti segretario di Alternativa popolare”.

De Luca, Pavanelli, Fiorelli, Simonetti (M5S):  “Non farò più da qui a 20 giorni il sindaco di Terni”. La frase con cui Stefano Bandecchi ha annunciato le sue dimissioni da sindaco di Terni è quantomeno equivoca. Un fatto senza precedenti, uno scherzo di Carnevale che rappresenta la peggiore umiliazione per la città, ben oltre le violenze verbali degli ultimi giorni”.

E ancora: “Ci troviamo di fronte all’ennesimo esperimento sociale finalizzato a vedere fino a quando i cittadini ternani sopporteranno questa presa in giro. E’ evidente che le dimissioni di Bandecchi sono strumentali. Servono solo per superare il conflitto di interessi sul progetto stadio-clinica e soprattutto per minacciare e richiamare all’ordine i suoi eletti e rappresentanti di giunta con lo scioglimento del consiglio comunale”.

Conclude la note dei pentastellati: “Se Bandecchi arriva a tanto per farsi obbedire da una maggioranza composta da rappresentanti di un solo partito che senza di lui non prenderebbero nemmeno un voto vuol dire che è in grave difficoltà. Inaccettabile che le spaccature interne ad Alternativa Popolare possano gettare la città in una situazione di totale instabilità. L’ennesima azione di totale mancanza di rispetto verso la democrazia e le istituzioni che abbiamo visto in questi mesi in un quadro di devastazione della città”.

Sui social qualcuno scrive che è “L’ultima bandecchiata”.

Un altro: “A mio parere un Sindaco che si dimette, per futili motivi come in questo caso (motivi politici), tradisce il popolo che lo ha votato. Un operato amministrativo poi si giudica alla fine del mandato, nel bene e nel male. E questo è un diritto dell’elettorato”.

 

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