Perugia, 26 febbraio 2024 – Il problema del precariato è diventato una vera e propria emergenza, secondo la Segretaria Generale  Federazione Uilscuola-Rua Umbria Lucia Marinelli (nella foto).

Secondo un Dossier realizzato dalla Uil Scuola Rua, che mette in relazione l’a.s. 2015/16 con il 2022/23, si evidenzia un notevole incremento del personale precario in tutti i profili.

I precari della scuola sono raddoppiati in otto anni, passando dal 12% del 2015 al 24% del totale nel 2023. Una crescita costante, che ha attraversato governi e maggioranze diverse, da valutare, in media, quasi due punti percentuali ogni anno scolastico, arrivando al dato attuale di 234.576 insegnanti precari su un totale di 943.68 docenti in servizio.

Non fa eccezione il personale Ata: uno su cinque è precario. Secondo il dato di analisi relativo al 2023, il 21,64% del personale ha un contratto a tempo determinato. Otto anni fa la percentuale era del 12,75%.

La nostra regione, prosegue la Segretaria, non fa eccezione: per il personale docente si è passati da 1569 nel 2015/16, pari al 13,06%, a 3424 nel 2022/23 pari al 23,25%; per il sostegno da 620 nel 15/16, con il 35,77%, a 2197 nel 22/23, pari al 64,81%; per il personale ATA da 404 nel 15/16, pari al 12,55%, a 860 nel 22/23, apri al 23.33%.

Le questioni da affrontare, prima di qualsiasi soluzione tecnica, dovranno necessariamente scaturire dalla presa d’atto che il sistema di reclutamento – comprese le numerose procedure concorsuali – e le politiche di investimento nei riguardi del precariato, attuate finora, sono state fallimentari – osserva Lucia Marinelli

Lo dicono i numeri – ribadisce Lucia Marinelli  commentando i dati del dossier – con i quali la politica deve smettere di giocare nel rispetto delle persone – i precari – che vivono una quotidianità fatta di disorientamento senza alcuna certezza per il proprio futuro.

La via maestra è rappresentata dagli investimenti. Le soluzioni le abbiamo fornite. La strada giusta non è tagliare le risorse per far quadrare i conti del bilancio, ma investire sulla scuola per garantire stabilità al personale interessato. Solo così si potrà risolvere questa criticità.

Un cambio di rotta che deve partire dalla consapevolezza che, senza la stabilizzazione del personale, che si traduce in continuità didattica, si pregiudica la qualità della scuola e inevitabilmente le sorti delle nuove generazioni e, quindi, di questo paese.

Queste le nostre proposte percorribili, prosegue la Marinelli:.

Personale docente / Immissioni ruolo

  • Utilizzare le Graduatorie Provinciali di 1 fascia, per posti di sostegno e posto comune, come canale strutturale di assunzione per coprire i posti rimasti vacanti, una volta terminate le immissioni in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento e da quelle concorsuali.

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