
di GILBERTO SCALABRINI
Foligno, 31 Lug. 2025 – Capita, a volte, che la bellezza ci sorprenda quando meno ce l’aspettiamo. È successo in un pomeriggio qualunque, tra i vicoli del centro storico di Foligno. E proprio lì, davanti alla fontana di piazza Don Minzoni – quella che i folignati chiamano con affetto “delle tartarughe” – abbiamo incrociato uno sguardo curioso e assorto.

Un turista, un taccuino, una matita. Stava tracciando linee leggere, quasi a voler catturare l’anima silenziosa della clessidra dedicata ai caduti per la pace.
Era il professor Marcello Sèstito, calabrese, docente di architettura all’università di Reggio Calabria. In visita di passaggio, rapito non dalle vetrine o dai monumenti più noti, ma da quella fontana sinuosa, moderna, simbolica. Non conosceva l’autore – lo scultore ceco Ivan Theimer – ma ne intuiva il valore, il messaggio. Quando glielo abbiamo raccontato, ha sorriso, sorpreso e grato. E ci ha fatto un dono.

Ha alzato gli occhi, ci ha osservati con la stessa attenzione che aveva riservato alla pietra e all’acqua. Poi, con un gesto rapido e preciso, ha disegnato anche il nostro profilo. Un piccolo ritratto sul suo taccuino di viaggio. Un segno d’inchiostro per fermare un incontro fugace.
Una manciata di minuti. Eppure, resterà. Sulla carta, certo. Ma soprattutto nella memoria.
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