
Perugia, 4 agosto 2025 – Un volto gentile, parole rassicuranti, la promessa di un lavoro. Poi il buio. È bastato un attimo perché l’incubo si consumasse. Una ragazza asiatica di appena 21 anni, è stata attirata con l’inganno in un ex bar del centro storico di Perugia, chiuso da tempo, dove ha vissuto ore interminabili di terrore, abusi e dolore. A tenerla prigioniera, secondo le indagini, un uomo di origine afgana di 45 anni, che l’ha sequestrata e stuprata per tutta la notte, fino all’alba.
L’aggressore – che non parla italiano – si era presentato come un futuro ristoratore, cercando di conquistare la fiducia della giovane con modi gentili e affabili. Lei, sperando in un’opportunità, lo ha seguito. Ma una volta dentro quel locale fantasma, la trappola si è chiusa. La porta sbarrata, l’illusione svanita. Quando la ragazza ha provato ad andarsene, l’uomo l’ha aggredita, scaraventata a terra, tappandole la bocca con la mano. Poi l’orrore.
Per ore la vittima ha subito violenze indicibili, riuscendo soltanto in parte a documentarle, accendendo furtivamente la fotocamera del cellulare. Solo la mattina seguente, quando l’uomo si è addormentato, è riuscita a fuggire. Sconvolta, si è rifugiata in casa, dove è rimasta chiusa nel silenzio del trauma per giorni. Poi, il coraggio: si è presentata in Questura e ha denunciato tutto.
Subito ricoverata, i medici le hanno diagnosticato 30 giorni di prognosi. Intanto la polizia ha avviato indagini serrate: nel bar sono state trovate tracce biologiche compatibili con lo stupro, analizzate insieme ai vestiti della giovane. Le immagini delle telecamere e le testimonianze hanno fatto il resto.
Il 45enne è stato pedinato, identificato, e su di lui è stato effettuato un prelievo di Dna a sua insaputa: compatibile con quanto trovato sulla scena del crimine. Anche la giovane lo ha riconosciuto senza esitazioni.
Il fermo è scattato nel pomeriggio di domenica. Le accuse sono gravissime: violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni pluriaggravate. Un caso che scuote le coscienze, che ferisce nel profondo il cuore di una città che ancora una volta si trova a fare i conti con il lato più oscuro dell’umana brutalità.
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