
Le vittime sono una minorenne che ha descritto l’aggressione con voce rotta dall’angoscia: mani addosso, toccata nelle parti intime, bloccata con forza, fino al tentativo di baciarla, e una 29enne che ha ricostruito un attacco feroce: afferrata al collo, immobilizzata e baciata contro la sua volontà
Città della Pieve, 1 sett. 2025 – L’ombra della paura si era allungata su due donne, una giovanissima appena sedicenne e una ragazza di 29 anni. A tormentarle, lo stesso uomo: un 33enne albanese residente a Città della Pieve, che alternava lo spaccio di cocaina a episodi di violenza sessuale. Ora il suo incubo si è ribaltato: il gip di Perugia ha ordinato il carcere, la misura più dura, su richiesta della Procura.
Gli episodi contestati si concentrano in poche, drammatiche settimane, tra fine luglio e agosto. A raccontarli, con coraggio, sono state le vittime. La minorenne ha descritto l’aggressione con voce rotta dall’angoscia: mani addosso, toccata nelle parti intime, bloccata con forza, fino al tentativo di baciarla. La 29enne, invece, ha ricostruito un attacco feroce: afferrata al collo, immobilizzata e baciata contro la sua volontà.
Non solo violenza. In uno dei casi, il copione è stato sporcato anche dalla cessione di una dose di cocaina, ulteriore segnale di una spirale criminale che intrecciava droga e abusi. I carabinieri, dopo aver raccolto le denunce, hanno stretto il cerchio intorno al 33enne, già noto per atteggiamenti violenti. Fermato per un controllo, non ha esitato a ribellarsi, opponendosi ai militari: un gesto che gli è costato anche l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
Davanti a un quadro tanto grave, la Procura di Perugia non ha avuto dubbi: quell’uomo poteva colpire ancora. Da qui la richiesta di custodia cautelare in carcere, accolta dal giudice. Ora il 33enne si trova rinchiuso a Capanne, mentre le vittime cercano di lasciarsi alle spalle l’incubo.
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