
Foligno, 8 sett. 2025 – C’è un angolo di Foligno dove la storia recente si fa leggenda. È il Rione Contrastanga, una contrada che non smette mai di stupire e raccontarsi. Nelle sue vie accese dai colori della festa, tra il chiacchiericcio allegro dei visitatori e i profumi irresistibili della taverna, è nata una delle figure più emblematiche della moderna epopea quintanara: Vito Laffranco, il Re dei Popolani.
Era l’inizio degli anni Settanta quando questo personaggio, unico e inimitabile, divenne l’anima della Contrada.
Vito era il quintanaro vero, quello autentico, instancabile, sempre in prima linea. Giorno e notte indossava con orgoglio il suo abito seicentesco, non per sfilare ma per vivere la Quintana a modo suo, tra la gente, tra i tavoli, tra i cori. Faceva festa con chiunque, regalava sorrisi, incantava. E lo faceva per il rione, per quella comunità che amava e che lo amava. «I popolani – dice con un sorriso sincero – sono il cuore del Rione. Non nobili, non in costume da parata, ma presenti, vivi, indispensabili. Esclusi dalle sfilate, sì, ma mai dalla passione».
E forse proprio per questo, sono sempre i primi a esultare, a commuoversi, a vivere la Quintana come un riscatto.
Tra le pagine più belle della storia di Contrastanga, spiccano anche volti di chi ha guidato con forza e visione.
Come Anita Chiucchi, la prima donna Priore. Un segno, un simbolo, una conquista. E come dimenticare Maurizio Metelli, priore emerito e magistrato dell’Ente Giostra. Uomo di cultura, di cuore, di Quintana.
A lui è dedicato il prestigioso premio “Il Priore tra i Priori”, un tributo annuale a chi, alla guida del proprio rione, ha saputo incarnare durante l’anno, con dedizione e passione, lo spirito quintanaro.
(Tratto dalla rivista ECO in distribuzione gratuita c/o lo IAT a porta Romana, Biblioteca comunale in piazza del Grano e Foto Mazzocco in via Mazzini)
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