
Dall’inviato GILBERTO SCALABRINI
Foligno, 14 sett. 2025 – Luca Innocenzi ha scritto un’altra pagina di leggenda. Il fuoriclasse del Cassero ha vinto la Giostra della Quintana, portando a casa il suo 13° Palio e consegnando al rione di via Cortella la 18ª vittoria della storia. Un trionfo che ha il sapore dell’incorniciatura perfetta: il “cappotto” della doppietta, conquistato con la forza di chi è nato per dominare.

È partito per ultimo, con la città sospesa in un silenzio che sapeva di attesa. Poi, il sibilo della lancia ha spezzato l’aria, gli anelli infilati uno dopo l’altro con la freddezza di un dio nei panni del cavaliere. Tempo 54”39 nella tornata decisiva, totale 2.40.96: tanto è bastato per piegare la resistenza di Giusti e Formica e accendere l’urlo che ha scosso le pietre del Campo de li Giochi e i cuori di Foligno.
Un boato, un’esplosione collettiva: la città si è inchinata al suo eroe. Perché certe vittorie non si spiegano, si vivono. Si sentono sulla pelle come una benedizione che si ripete, ogni volta con lo stesso protagonista.
Quella notte del 14 giugno scorso, quando il cielo si è fatto tamburi, fuoco e adrenalina, Innocenzi non ha solo corso. Ha conquistato. Ha lottato contro i fischi, le urla, perfino contro chi ha tentato di distrarlo insinuando che avesse perso un anello. Ma lui no: glaciale, implacabile, ha risposto con tre tornate chirurgiche, da manuale. Esattamente come ha fatto oggi.

La vittoria l’ha dedicata a Bianca, la figlia nata appena dieci giorni fa: il suo palio più dolce, il suo trionfo più intimo. Quando è sceso di sella ha indossato un cappotto scuro, un simbolo che nel gergo sportivo significa una vittoria completa e inequivocabile, lasciando gli avversari con un palmo di naso.
E allora eccolo, il binomio con il purosangue Altrimenti, perfetto come un assalto da maestro d’armi: equilibrio, potenza, precisione. Una stoccata che strappa l’applauso anchje degli avversari e consacra ancora una volta l’invincibile.
Gli altri protagonisti della finalissima
La terza tornata si era aperta con Paolo Palmieri del Contrastanga: prova solida, ma il terzo bersaglio tradisce la sua corsa. Chiude in 56”59 (totale 2.50.60). “È un punto di partenza – ha detto – oggi correvo con un cavallo di soli 4 anni”.
Poi è stata la volta di Tommaso Finestra dello Spada: esperienza e precisione, fermando il cronometro a 55”84 (totale 2.46.65). “Orgoglioso di essere sempre protagonista”, ha commentato.
Mattia Zannori dell’Ammanniti ha retto bene nonostante il cavallo debuttante: piccola incertezza al primo anello, ma tre tornate pulite. Tempo 56”52 (totale 2.46.30).
Applausi anche per Lorenzo Melosso del Croce Bianca: una galoppata coraggiosa e intensa, chiusa in 54”47 (totale 2.42.26). “Un’ottima prova – ha detto – con un cavallo che scendeva per la prima volta in pista”.
Poi, l’attesa. Poi, Innocenzi. E la storia che si ripete. Infine l’abbraccio con il papà Roberto, i fratelli, il Priore Fabio Serafini e il Presidente della Confcommercio Aldo Amoni che piange dalla gioia e commenta: “Luca è un bravo ragazzo, per me è come un figlio e gli voglio bene”.
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