Dall’inviato GILBERO SCALABRINI

Assisi, 4 ottobre 2025 – Fischi, applausi, bandiere palestinesi. Assisi ha reso onore a San Francesco patrono d’Italia in una giornata solenne ma segnata anche dalla cronaca e dall’attualità politica.

Nella città del Poverello sono arrivati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme alle massime autorità civili, religiose e militari.

Il rito dell’accensione della lampada votiva, quest’anno, è toccato al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che lo ha compiuto con l’olio donato dall’Abruzzo. La regione era protagonista assoluta della giornata: in mattinata, accolti dal sindaco di Assisi Valter Stoppini, sono arrivati il presidente Marco Marsilio e le delegazioni istituzionali, in un clima di festa scandito dal corteo con gonfaloni, gruppi folcloristici e il suono della Campana delle Laudi.

La Tomba di san Francesco, sotto la Basilica di Assisi. Per la prima volta il corpo del Santo sarà visibile a tutti con un’ostensione pubblica, dal 22 febbraio al 22 marzo 2026

Poi la folla si è riversata verso la basilica di San Francesco per la celebrazione solenne presieduta da monsignor Camillo Cibotti, affiancato dal cardinale Ángel Fernández Artime e dai rappresentanti delle famiglie francescane.

«La legge che rende il 4 ottobre festa nazionale non è solo un omaggio al Patrono – ha ricordato il custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni – ma il riconoscimento di valori che parlano a tutti».

Il momento più atteso è stato l’intervento della premier Meloni dalla Loggia del Sacro Convento. Contestata da un gruppo di manifestanti, ha reagito rivendicando le parole del Santo: «San Francesco insegnava il rispetto, il rispetto nell’ascolto e nel comprendersi».

Un discorso di oltre 12 minuti, incentrato sul tema della pace, con un richiamo diretto al Medio Oriente: «La pace non si invoca soltanto, si costruisce con responsabilità e ragionevolezza. Il piano statunitense potrebbe essere accolto anche da Hamas: significherebbe vedere cessare le sofferenze civili e la liberazione degli ostaggi israeliani».

Meloni ha definito San Francesco «fondativo dell’identità italiana», citando Gioberti che lo descrisse come «il più amabile e il più poetico dei nostri santi».

Un uomo «d’azione, non di compromessi», «estremo ma non estremista», che scelse la povertà ma rifiutò la miseria. E ha salutato con favore la decisione del Parlamento di ripristinare il 4 ottobre come festa nazionale: «Non un capriccio, ma un atto d’amore per l’Italia».

A chiudere la giornata, le parole della presidente dell’Umbria Stefania Proietti: «San Francesco ha fatto il miracolo di unire tutti. Ci richiama alla pace, alla custodia del creato e alla difesa dei più fragili».

Ispezione resti mortali san Francesco, prof. Nicolò Miani. Tomba

Le celebrazioni segnano l’avvio dell’ottavo centenario francescano, che culminerà nel 2026 con un evento senza precedenti: per un mese, dal 22 febbraio al 22 marzo, il corpo del Santo sarà esposto ai pellegrini di tutto il mondo.


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