Maxi squalifica e gare a porte chiuse

Un weekend di calcio dilettantistico segnato dalla violenza e dagli insulti, con episodi che vanno ben oltre il terreno di gioco. Il caso più grave si è verificato durante Alfina Lupi Orvietana–Collepepe, gara valida per la 13esima giornata del campionato di Seconda categoria (girone A), disputata il 7 dicembre.

Il match è stato sospeso al 46′ del secondo tempo dopo che l’arbitro è stato colpito alle spalle da un calciatore. Un gesto improvviso e violento che ha provocato al direttore di gara un «forte dolore» e lo ha indotto a ritenere di «non essere in grado di proseguire la gara». Il responsabile dell’aggressione è stato immediatamente espulso.

Sul piano sportivo, però, la partita non è destinata a rimanere incompiuta. Il giudice sportivo ha infatti stabilito che l’incontro riprenderà dal momento dell’interruzione, «considerato che non risulta che l’arbitro abbia riportato lesioni tali da rendere impossibile il completamento della gara o che comunque sussistesse una situazione ambientale ostativa a ciò». Dal referto, inoltre, non emergono «altri comportamenti anomali, neppure da parte del pubblico». Pesantissime, invece, le conseguenze disciplinari per il giocatore autore del gesto: maxi squalifica fino al 30 maggio 2028, decisa venerdì.

Ma non è stato l’unico fronte caldo del fine settimana. Da altri campi arrivano, ancora una volta, inermi e inaccettabili episodi di insulti sessisti rivolti alle direttrici di gara. In Prima categoria, durante Real Virtus–Pontano (vinta 2-0 dagli ospiti), il pubblico di casa si è reso protagonista di «ripetuti insulti sessisti» all’arbitra, arrivando persino a “invitarla” a restare a casa a cucinare o a occuparsi di «lavori di cura». Un comportamento che costerà caro alla società: una gara a porte chiuse e 600 euro di ammenda.

Ancora più grave quanto accaduto in una partita del campionato Under 15 regionale. Un dirigente dell’Olimpia Umbria, peraltro incaricato di svolgere le funzioni di assistente arbitrale, dopo essere stato ammonito ha lanciato la bandierina e ha continuato a rivolgere «numerosi e continui insulti sessisti» nei confronti della direttrice di gara.

Episodi diversi, categorie diverse, ma un unico filo conduttore: il volto peggiore del calcio dilettantistico, che continua a fare i conti con violenza e discriminazioni, dentro e fuori dal campo.

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