Smantellata dalla Guardia di Finanza un’organizzazione dedita al traffico di cocaina con base a Foligno e collegamenti con l’Albania. Tre arresti, un domiciliato, tre irreperibili. Sequestrati 68 chili di droga e auto con doppio fondo

Perugia, 10 feb. 2026 – I finanzieri del Comando Provinciale di Perugia hanno dato esecuzione oggi a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica di Perugia nei confronti di sette persone, ritenute gravemente indiziate di far parte di un’associazione dedita al traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

All’esito delle attività esecutive del provvedimento,  tre soggetti sono stati arrestati e tradotti presso la locale Casa Circondariale, uno sottoposto alla misura cautelare della detenzione domiciliare, mentre i restanti tre sono allo stato irreperibili . Cinque degli indagati sono cittadini di origine albanese, di cui tre residenti in provincia di Perugia, uno è italiano e un altro di origine rumena, anche questi ultimi residenti nella provincia.

Le indagini, avviate nel 2024 dalla Sezione G.O.A. del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – si legge in una nota a firma del Procuratore Raffaele Cantone – a partire dalle risultanze investigative emerse da un altro procedimento penale, sono state condotte mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché con l’utilizzo di sistemi di localizzazione satellitare che, unitamente ai più tradizionali servizi di appostamento, osservazione e pedinamento, hanno permesso di delineare gravi indizi sull’operatività nell’area perugina di un sodalizio piramidale al cui vertice è stato riconosciuto un cittadino di origine albanese, il quale coordinava e gestiva dall’Albania le attività di approvvigionamento e smercio di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente (cocaina) in Umbria.

Il capo promotore dell’associazione si avvaleva della collaborazione della moglie, socia di un’attività commerciale operante nel settore della ristorazione a Foligno, nonché di altri due sodali, un albanese ed un italiano. L’attività commerciale si ritiene fosse utilizzata come semplice “copertura” ed in funzione del reinvestimento dei proventi del traffico illecito.

Centro decisionale e principale territorio di interesse operativo dell’organizzazione criminale è risultata essere la città di Foligno, sebbene sia stata accertata l’esistenza di una fitta rete di acquirenti della cocaina trafficata in diverse località del nord e del centro Italia.

Nel contesto delineato, i soggetti ritenuti componenti dell’organizzazione, al fine di rendere maggiormente difficoltoso l’accertamento degli illeciti perpetrati, intrattenevano contatti esclusivamente per il tramite di cosiddetti “criptofonini” (dispositivi telefonici non intercettabili, i cui dati sono fatti transitare su server allocati in Paesi esteri; i congegni, inoltre, sono controllabili da remoto, con possibilità di essere “resettati” in caso di tentativo di accesso da parte di soggetti non previamente abilitati). I soggetti investigati facevano abituale ricorso pure a sistemi di messaggistica istantanea presenti sul web (FaceTime, Snapchat, Signa/ etc. ), ad apparati elettronici in grado di rilevare la presenza di video camere di sorveglianza occulte, a “walkie talkie” di ultima generazione sostitutivi dei tradizionali telefoni cellulari nonché ad autovetture dotate di doppio fondo abilmente occultato per il trasporto dello stupefacente.

Proprio la sistematica e scrupolosa adozione di tali cautele comunicative, finalizzate ad impedire la comprensione del reale tenore delle conversazioni oltreché ad eludere eventuali prevedibili controlli, hanno reso ancora più difficoltosa l’attività investigativa.

Nel corso delle complesse indagini sono stati ricostruiti e documentati oltre 50 episodi connessi alla movimentazione di sostanza stupefacente. L’attività investigativa dei finanzieri ha già portato all’arresto in flagranza di una persona (attualmente ancora detenuta) e al sequestro di circa 68 kg di cocaina, abilmente occultati all’ interno di un esercizio commerciale e di alcuni stabili nella disponibilità di uno degli indagati, oltre a due autovetture dotate di doppio fondo per il trasporto della sostanza.

Accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure cautelari indicate valutando il compendio indiziario raccolto di pregnante rilievo in ordine allesistenza di una struttura organizzativa stabile, fondata su una rete di rapporti intersoggettivi protrattisi per un apprezzabile lasso di tempo finalizzati all ‘approvvigionamento e allimmissione sul mercato al dettaglio di sostanze stupefacenti che, come tali, appaiono in maniera univoca sintomatici di un accordo tra i soggetti a carattere generale e continuativo destinato a permanere anche dopo la consumazione di ciascun delitto programmato”.

 

 

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