
di GILBERTO SCALABRINI
Foligno, 26 marzo 2026 – Il silenzio della cattedrale di San Feliciano, rotto solo dalle note profonde dell’organo, ha accompagnato ieri l’ultimo saluto a Roberto Bettoni. Una folla composta, fatta di familiari, colleghi e tanti cittadini, si è stretta attorno al feretro dell’ex maresciallo della Polizia locale, figura stimata e presenza discreta ma centrale nella vita cittadina.

La bara, adornata da un cuscino di rose rosse e bianche con orchidee e tulipani, era affiancata da un mazzo di fiori del comando della Polizia municipale. Su quel nastro, poche parole: “Ciao Maestro”. Un saluto semplice, ma denso di significato.
Il feretro ha fatto ingresso in chiesa sulle note della “Fantasia in sol minore” di Johann Sebastian Bach, eseguita all’organo da Luca Agneletti. Subito dietro, la moglie Laura, in carrozzina, accompagnata dal figlio Cruciano; accanto a loro il fratello Fabio, i parenti e gli amici. Un dolore composto, attraversato da una commozione evidente.

Bettoni si è spento improvvisamente lo scorso 10 marzo, a 76 anni, in una clinica privata di Perugia, dopo un intervento all’anca. Le esequie sono state celebrate solo ieri: la Procura aveva disposto il sequestro della salma per chiarire le cause del decesso, ancora oggi non note. Per il responso dell’autopsia saranno necessari circa due mesi.
Resta il ricordo di un uomo che molti descrivono con le stesse parole: leale, mite, profondamente corretto. Un servitore dello Stato che ha interpretato il suo ruolo con rigore e umanità, senza mai cercare visibilità. Un uomo legato alla famiglia e alla sua città, Foligno, che ha amato e servito per tutta la vita.
A testimoniarlo anche la presenza, ieri, delle istituzioni e della comunità quintanara: in cattedrale il presidente dell’Ente Giostra Domenico Metelli, l’ex comandante della Polizia locale Luigi Battisti, numerosi agenti e tanti rionali.
A officiare la cerimonia sono stati monsignor Cristiano Antonietti e monsignor Luigi Filippucci. Nell’omelia, il parroco ha tracciato il profilo umano di Bettoni, ricordandone «la dedizione quotidiana alla famiglia e alla comunità, vissuta con senso di responsabilità e discrezione». Ha sottolineato «il valore di un servizio svolto con onestà e rispetto, con quella fermezza mite che costruisce relazioni e fiducia», richiamando anche il suo forte legame con la tradizione cittadina.
Un legame che si è espresso pienamente nella Giostra della Quintana. Bettoni ne fu segretario nel 1972 e, tra il 1973 e il 1975, priore del Rione Croce Bianca negli anni più vincenti. Erano tempi di sacrifici e passione, quando i rionali si impegnavano in prima persona per sostenere il rione e rendere possibile la festa.
Durante il suo priorato avviò un’importante fase di rinnovamento: il rifacimento completo del parco costumi e la nascita della prima sede rionale in via dei Monasteri. Scelte che segnarono un punto di svolta. Terminata l’esperienza da priore, continuò a vivere la Quintana come membro e poi presidente della Giuria di gara.
Una presenza costante, sempre misurata, sempre affidabile. Così Foligno lo ha salutato ieri: senza clamore, ma con una gratitudine sincera, quella che si riserva a chi ha saputo lasciare un segno profondo nel tempo.
(152)

