
di GILBERTO SCALABRINI
Foligno, 25 aprile 2026 – Sotto un cielo pieno di sole, Foligno ha ricordato l’81° anniversario della Liberazione. Una giornata di memoria e partecipazione, dove il colore delle bandiere e il ritmo della cerimonia si sono fusi in un racconto collettivo che guarda al passato per interrogare il presente.
Cuore della commemorazione è stata piazza della Repubblica. Alle 11.30, davanti a cittadini, associazioni combattentistiche e d’arma, e alle autorità civili e militari – con il picchetto d’onore della caserma Gonzaga e i carabinieri in alta uniforme – hanno preso la parola il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Galligari, e l’assessore Elisabetta Ugolinelli. In piazza, tra vessilli rossi e fazzoletti dell’ANPI, la partecipazione si è fatta segno visibile di una memoria ancora viva.

La mattinata si era aperta con tre momenti simbolici nei luoghi della Resistenza: la deposizione di una corona al sacrario di Cancelli, poi al cimitero di guerra di Rivotorto di Assisi e, infine, alle lapidi dei caduti proprio in piazza della Repubblica. Tra questi, Cancelli resta il luogo più carico di significato: qui operò il primo nucleo della brigata partigiana Garibaldi. Qui sorge anche la cappella voluta da don Pietro Arcangeli, “Il prete galeotto” come amava definirsi nel libro in cui raccontò il suo sostegno ai partigiani. Arrestato e deportato a Dachau insieme ad altri giovani, fu uno dei pochi a tornare: partirono in trenta, rientrarono soltanto in nove.
Nel suo intervento, Galligari ha richiamato il valore fondativo di quella stagione: «Oggi è un giorno bellissimo: l’Italia si è liberata dal nazifascismo, un fardello insostenibile che ha rischiato di minare le basi del nostro Paese. Grazie all’impegno di tante donne e uomini della Resistenza sono nate le fondamenta della nostra Costituzione». Un passaggio accolto dall’applauso della piazza, cui ha fatto seguito un appello rivolto ai più giovani: «Devono sapere ciò che è accaduto e come se ne è usciti. Solo investendo nelle nuove generazioni potremo tramandare i principi fondatori della Repubblica».
Subito dopo l’assessore Ugolinell ha letto il messaggio del primo cittadino Stefano Zuccarini e, nel silenzio, una voce fuori campo ha domandato: «Dov’è il sindaco?». Un momento inatteso, che non ha però spezzato il filo del discorso istituzionale. Ugolinelli ha ribadito il valore universale della ricorrenza: «Il 25 aprile è una giornata che appartiene a tutti gli italiani. Celebriamo la libertà, e la libertà non ha colore. Siamo tutti sotto un’unica bandiera: il tricolore è simbolo stesso di libertà e democrazia».
A chiudere la cerimonia, la musica. Prima l’inno d’Italia, eseguito dall’Associazione filarmonica di Belfiore accompagnata dalla bella voce della cantante lirica Paola Scarponi. Poi “Bella ciao”, intonata dalla piazza intera, mani che battono il tempo e voci che si uniscono. Un finale corale, in cui il ricordo si è fatto presente e la memoria, ancora una volta, comunità.
(Dal Corriere dell’Umbria)
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