Foligno, 27 aprile 2026 – Un’irruzione fulminea, nel cuore del pomeriggio di ieri, lungo una delle arterie più trafficate della città. Erano da poco passate le 15 quando un uomo, con il volto parzialmente coperto e un paio di forbici in mano, ha fatto irruzione nella farmacia Bartoli di via Arcamone. (Nella foto, il dirigente del Commoissariato di Foligno, dott. Adriano Felici)

Pochi secondi, il tempo di raggiungere il banco e puntare dritto verso la cassa. Senza esitazioni ha intimato all’addetta di consegnare il denaro. Una scena rapida, tesa, consumata sotto la pressione della minaccia. La dipendente, visibilmente scossa ma lucida, ha consegnato l’incasso: circa 700 euro.

Poi la fuga. Il bandito si è dileguato in pochi istanti, sparendo tra il traffico e lasciando dietro di sé solo paura e interrogativi. Fortunatamente, nessuna conseguenza fisica per la lavoratrice, rimasta vittima soltanto di un forte spavento.

L’allarme è scattato subito dopo e sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia, che hanno avviato le indagini. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni elemento utile: dalle testimonianze dei presenti alle immagini delle telecamere interne, fino ai sistemi di videosorveglianza disseminati lungo la via.

Proprio dai filmati potrebbe emergere un dettaglio decisivo: capire se il rapinatore abbia agito da solo o se, all’esterno, qualcuno lo stesse aspettando per garantirgli la fuga, magari a bordo di un’auto o di uno scooter.

Secondo una prima ricostruzione, oltre al volto travisato, l’uomo indossava anche degli occhiali. Un particolare che potrebbe rivelarsi utile per restringere il cerchio. Gli inquirenti, intanto, non escludono alcuna pista. Le modalità dell’azione fanno pensare a un gesto impulsivo, forse dettato dall’urgenza di ottenere denaro immediato, ma resta aperta anche l’ipotesi di collegamenti con episodi analoghi, avvenuti in zona o fuori provincia.

Il lavoro della polizia procede senza sosta: si cercano somiglianze, ricorrenze, eventuali “firme” che possano condurre a un identikit preciso. Fondamentale sarà ricostruire il percorso di fuga, tassello chiave per dare un nome e un volto al responsabile di una rapina tanto rapida quanto inquietante.

 

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