di GILBERTO SCALABRINI

Montefalco, 13 maggio 2026 – Un viaggio dentro l’arte e la spiritualità francescana, nel cuore di Montefalco. Domani, giovedì 14 maggio, alle 18, la chiesa museo di San Francesco aprirà le porte a un appuntamento di grande prestigio dedicato al ciclo pittorico di Benozzo Gozzoli, nell’ambito delle iniziative per l’ottavo centenario della morte del poverello di Assisi. L’ingresso sarà libero.

A guidare la lettura degli affreschi saranno due ospiti d’eccezione: Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani, e Fabrizio Biferali, curatore del Dipartimento delle Arti dei Musei Vaticani, chiamati a raccontare uno dei capolavori più significativi del Rinascimento umbro.

L’abside della chiesa museo custodisce infatti uno straordinario ciclo di affreschi realizzato da Benozzo Gozzoli tra il 1450 e il 1452: un racconto per immagini dedicato alla vita di San Francesco, ai santi e ai protagonisti dell’Ordine francescano. Un’opera che segna il definitivo riconoscimento di Gozzoli come maestro autonomo, dopo gli anni trascorsi accanto a Beato Angelico.

Le scene si sviluppano lungo le pareti suddivise da sei pilastrini che salgono fino ai costoloni della volta. Dodici riquadri, per un totale di diciannove episodi, accompagnano il visitatore in un percorso visivo che procede da sinistra verso destra e dal basso verso l’alto. Sulla volta il ciclo culmina con San Francesco e cinque santi dell’Ordine in gloria tra gli angeli, mentre sull’intradosso il Santo appare nuovamente nell’atto di mostrare le stimmate, circondato dai suoi primi dodici compagni.

Una narrazione che non segue volutamente l’ordine cronologico degli eventi. Una scelta ispirata alle indicazioni di san Bonaventura, biografo ufficiale di Francesco, che privilegiava una lettura tematica della vita del Santo per favorirne il significato spirituale.

Tra le immagini più suggestive spicca l’episodio in cui San Francesco benedice la città di Montefalco: sullo sfondo, un paesaggio rurale che celebra la tradizione agricola del territorio, con i filari di vite e gli uliveti che ancora oggi caratterizzano la collina umbra.

Il ciclo pittorico, sopravvissuto anche al terremoto del 1997, è tornato al suo splendore grazie al grande restauro concluso nel 2000. Gli affreschi furono commissionati da fra Jacopo Mactioli da Montefalco, allora priore del convento, e oggi continuano ad attirare visitatori italiani e stranieri, confermandosi come uno dei tesori artistici più preziosi dell’Umbria.

(Dal Corriere dell’Umbria)

 

 

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