
Tutelare i territori e il diritto alla salute
Terni, 7 giugno 2026 – Umbria Civica Terni esprime la propria più netta e ferma contrarietà rispetto all’ipotesi di accorpamento delle due Aziende Sanitarie Locali dell’Umbria.
Una scelta di tale portata non può essere giustificata con meri criteri burocratici o contabili, perché rischia di allontanare ulteriormente i centri decisionali dai territori, indebolire i servizi sanitari di prossimità e penalizzare, ancora una volta, l’area ternana e le zone interne della regione.
La sanità pubblica ha bisogno di investimenti, di personale, di una migliore organizzazione e di una presenza capillare sul territorio, non di centralizzazioni che rischiano di creare strutture sempre più grandi e meno efficienti.
L’ennesima riorganizzazione calata dall’alto rappresenterebbe un errore strategico che mortificherebbe le specificità dei diversi territori umbri e alimenterebbe un pericoloso squilibrio istituzionale.
Umbria Civica Terni chiede pertanto alla Regione di abbandonare il progetto di fusione delle due ASL e di aprire un confronto trasparente con amministratori locali, operatori sanitari e cittadini.
Nella denegata e non creduta ipotesi in cui la Regione decidesse di confermare l’ennesima scellerata decisione di procedere all’accorpamento, riteniamo che vi sia una conseguenza inevitabile e non più rinviabile: la sede della nuova ed unica ASL dell’Umbria dovrà essere collocata a Terni, senza se e senza ma!
Una scelta di equità istituzionale e territoriale che consentirebbe di alleggerire il disequilibrio del sistema sanitario regionale, ponendo fine ad una storica concentrazione delle funzioni amministrative nel capoluogo e riconoscendo il ruolo strategico di Terni quale secondo polo urbano dell’Umbria.
Sarebbe infatti inaccettabile che il territorio ternano subisse una duplice penalizzazione:
perdere la propria autonomia sanitaria e, al contempo, vedere concentrati altrove i centri decisionali come già avvenuto per altri apparati pubblici, non solo sanitari.
Su questo punto Umbria Civica Terni non intende arretrare di un passo: le due ASL devono essere mantenute, autonome e vicine ai cittadini!
In caso contrario, la nuova Azienda sanitaria unica dovrà avere la propria sede a Terni!
La tutela del diritto alla salute passa anche attraverso il rispetto dei territori e una distribuzione equilibrata delle funzioni pubbliche.
Terni non vuole, non può e non deve essere considerata dall’amministrazione regionale la periferia amministrativa dell’Umbria.
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