
Oltre alla pena detentiva, è stato condannato al pagamento di una multa di 127.800 euro. Il giudice lo ha ritenuto responsabile anche del reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti
Perugia, 22 giugno 2026 – Si chiude con una condanna severa uno dei più clamorosi casi di traffico di droga emersi negli ultimi anni in Umbria. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Perugia, Simona Di Maria, ha inflitto 14 anni e 10 mesi di reclusione a Giampaolo Coresi, il ristoratore di Foligno arrestato nel gennaio 2025 dopo il sequestro di 65 chilogrammi di cocaina, quantitativo che gli investigatori hanno definito il più ingente mai intercettato nella regione. (Nella foto, i 65 kg di cocaina in panetti sequestrati a Foligno)
La sentenza, pronunciata nel primo pomeriggio di oggi al termine del rito abbreviato, si avvicina alle richieste formulate dalla Procura. Il procuratore aggiunto Gennaro Iannarone aveva infatti chiesto una pena di 16 anni di reclusione, ritenendo l’imputato una figura chiave nella gestione dello stupefacente. Nessun commento, invece, da parte della difesa rappresentata dall’avvocato Benedetto Marzocchi Buratti.
Oltre alla pena detentiva, Coresi è stato condannato al pagamento di una multa di 127.800 euro. Il giudice lo ha ritenuto responsabile anche del reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Secondo l’impianto accusatorio della Procura di Perugia, il ristoratore avrebbe fatto parte di un’organizzazione nella quale figuravano anche alcuni cittadini albanesi, raggiunti successivamente da misure cautelari nell’ambito dell’indagine sviluppata dopo il maxi sequestro. È invece arrivata l’assoluzione per l’accusa di autoriciclaggio.
L’arresto risale a circa un anno e mezzo fa, al termine di un inseguimento lungo la strada Flaminia condotto dalla Guardia di finanza. Gli investigatori stimarono il valore del carico sequestrato in circa due milioni di euro sul mercato all’ingrosso; una cifra destinata ad aumentare sensibilmente una volta che la sostanza fosse stata tagliata e distribuita nelle piazze di spaccio.
Fino a quel momento incensurato e titolare di un’attività commerciale regolare, Coresi si trova ancora in carcere. Le indagini portarono alla scoperta di un vano nascosto nel controsoffitto della sua pizzeria a Foligno, dove era custodita parte della cocaina. Ulteriori quantitativi furono rinvenuti in un garage e all’interno di una buca scavata nel cortile dell’abitazione di un familiare, elementi che hanno contribuito a delineare il quadro accusatorio sfociato nella condanna pronunciata oggi pomeriggio.
(39)

