La storia di Jennifer Olga Lounis, 25 anni, mamma di una bimba di 3 anni. A marzo ha partecipato alle pre-audizioni di X Factor

FOLIGNO, 29 giugno 2026 –  – È a passo di danza che Olga Lounis, da tutti e da sempre conosciuta come Jennifer, venticinque anni di cui venti passati sulle punte a ballare, si prepara a tagliare, domani, il traguardo della maturità. In questo quarto di secolo è diventata mamma di una bambina di tre anni, non ha mai smesso di inseguire il sogno di un posto sotto i riflettori e ha anche partecipato alle pre-audizioni di X Factor.

E da un anno a questa parte ha diviso le sue giornate tra il parquet delle piste di bachata e i banchi del corso serale dell’Istituto Tecnico Economico Aeronautico ‘F. Scarpellini’ di Foligno. Lei, parlantina sciolta e uno sguardo che buca lo schermo, è un fiume in piena. E ora, a ventiquattrore dall’esame orale, ricorda le notti insonni sui libri dopo i turni di lavoro consumati a ritmo serrato tra le quinte e la reception di una scuola di danze caraibiche dove la mattina si occupava degli aspetti organizzativi e la sera, dalle venti all’una, affiancava gli istruttori di ballo. Ha un’improvvisa accelerazione, Olga, quando le si chiede dei suoi risultati. Del resto il tabellone d’esame delle prove scritte ha premiato i suoi sforzi con diciotto a italiano e diciannove a economia aziendale.

Ora, per l’ultimo rullo di tamburi, ci sono, nei corridoi della scuola, tutti quelli che l’hanno sostenuta. Sua madre, in primis. Ma anche la sua bambina, il suo compagno, le sue amiche. E perfino gli allievi del corso di danza. Olga sorride a tutti, con quel suo sorriso contagioso che sfodera di continuo. E intanto rivela che, nonostante gli impegni, ha trovato il tempo, lei, di raccontare la propria storia attraverso le pagine di un libro autobiografico, ‘Quel treno che ho perso’, pubblicato in self publishing su Amazon. “Ché le occasioni – ripete – non sono mai perdute davvero se si ha il coraggio di riprenderle al volo”.

La sua materia del cuore è la letteratura italiana. Tra gli autori, più di tutti, ama il Pirandello di ‘Uno, nessuno e centomila’. Come per Vitangelo Moscarda, il protagonista del romanzo colpito dalla celebre crisi d’identità nata dall’osservazione del proprio naso, anche per lei l’autopercezione di sé è cambiata alle scuole medie a seguito di uno spiacevole commento sul suo aspetto fisico. Se il suo percorso dovesse avere una colonna sonora non ha dubbi: ‘Bohemian Rhapsody’ dei Queen, un brano che rompe gli schemi, cambia ritmo più volte e non smette mai di sorprendere. Proprio come lei. Già pronta a danzare verso il prossimo obiettivo.

 

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