La Procura di Spoleto conferma le accuse nei confronti dell’ex dirigente del Comune di Foligno: respinta la richiesta della difesa di derubricare il reato in lesioni. L’udienza preliminare è fissata per il 10 novembre

Foligno, 29 luglio 2026 – L’accoltellamento avvenuto nel cuore del centro storico di Foligno, al termine di una lite nata per il guinzaglio di due cani, approderà ora davanti al giudice. Il prossimo 10 novembre Francesco Maria Castellani, ex dirigente dell’area lavori pubblici del Comune di Foligno, comparirà davanti al Gup del Tribunale di Spoleto chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura.

I magistrati hanno confermato l’impostazione accusatoria originaria, respingendo di fatto la ricostruzione difensiva che puntava a una derubricazione del fatto in lesioni personali. Per il 62enne le accuse restano quelle di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e porto abusivo di arma.

Secondo l’accusa, il 9 dicembre 2025 Castellani avrebbe colpito con un coltello un uomo di 39 anni al culmine di un acceso diverbio scoppiato in via Niccolò Alunno, traversa di via Garibaldi. La discussione sarebbe nata quando il 39enne, che stava passeggiando con il proprio cane, gli avrebbe chiesto di mettere al guinzaglio i suoi due animali. Dalle parole si sarebbe rapidamente passati ai fatti.

L’arma utilizzata era un coltello con una lama di 9 centimetri. La coltellata raggiunse l’addome della vittima penetrando per circa quattro centimetri e provocando la fuoriuscita dei visceri. L’uomo riuscì a sopravvivere solo grazie al tempestivo intervento dei sanitari, circostanza che, secondo la Procura, rende configurabile il tentato omicidio perché l’evento mortale non si verificò per cause indipendenti dalla volontà dell’indagato.

Diversa la tesi della difesa. I legali di Castellani sostengono infatti che il loro assistito avrebbe estratto il coltello esclusivamente per difendersi da una possibile aggressione fisica, richiamando anche i gravi problemi alla schiena di cui soffre. La Procura, invece, ritiene che l’ex dirigente abbia sferrato il fendente mentre il 39enne stava arretrando, con l’intenzione di ucciderlo.

Attualmente Castellani si trova a Porto San Giorgio, dove è sottoposto all’obbligo di dimora nel territorio comunale. Se il Gup disporrà il rinvio a giudizio, come appare probabile, dovrà affrontare un processo nel quale si costituiranno parte civile la vittima, il padre e la madre del 39enne, presente al momento dell’aggressione, oltre a un addetto all’igiene urbana che assistette alla scena e che è già stato ascoltato dagli investigatori del Commissariato di Foligno.

«Siamo soddisfatti che la Procura abbia confermato l’ipotesi di tentato omicidio – ha dichiarato l’avvocato della persona offesa, Alessio Fiacco – e confidiamo nel lavoro della magistratura del Tribunale di Spoleto affinché venga fatta piena luce su una vicenda che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia».

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