Trevi, 30 luglio 2026 – A Villa Fabri di Trevi si è svolta una nuova tappa dell’Officina Territoriale Editoriale “L’Ambra della Terra”. il laboratorio promosso nell’ambito del progetto europeo Rural Voices 2030.

Più che un laboratorio editoriale, “L’Ambra della Terra” è un percorso di ricerca collettiva in cui studenti, docenti, professionisti e comunità locali stanno costruendo un’opera che intreccia paesaggio, memoria, agricoltura, fotografia e narrazione.

L’ “Ambra” del racconto non richiama soltanto la resina fossile, ma diventa una metafora della memoria custodita dalla terra, un titolo che racchiude natura, ricordi e identità.

Un romanzo che va oltre il libro

Il gruppo di lavoro ha definito la struttura di quello che sarà un vero e proprio romanzo espanso, capace di mettere in dialogo testo, fotografie, oggetti, documenti d’archivio, disegni, note e materiali raccolti durante la ricerca sul territorio.

Grande attenzione è stata dedicata all’accessibilità editoriale, alla qualità grafica e alla leggibilità del volume, affinché possa essere un’esperienza inclusiva per tutti i lettori.

La fotografia come strumento di ricerca

Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il lavoro fotografico che accompagnerà il racconto. Le immagini non avranno una funzione puramente illustrativa, ma costituiranno una vera e propria ricerca sul paesaggio rurale umbro, mettendo in dialogo passato e presente. Il gruppo sta lavorando al recupero di fotografie storiche, in particolare del geografo francese Henri Louis Alexandre Desplanques, accostandole a nuovi scatti realizzati dagli studenti nei territori di Trevi, Cannaiola, Fratta di Montefalco, Assisi, Spello, Spoleto e Sant’Anatolia di Narco.

Ogni fotografia sarà accompagnata dai crediti, dal luogo dello scatto e dalle informazioni utili a raccontarne il contesto storico e culturale.

Il volume raccoglierà anche piccoli frammenti della cultura materiale rurale: strumenti agricoli, chiavi, radio, rastrelli, il roncio, la mignola dell’olivo, il ciocco, fotografie di famiglia e altri oggetti capaci di trasformarsi in elementi narrativi.

Ogni dettaglio contribuirà a costruire un racconto dove memoria personale e patrimonio collettivo si incontrano.

La pelle delle parole

Durante la giornata i partecipanti hanno inoltre sperimentato un laboratorio sensoriale dedicato alla “pelle delle parole”, un’esperienza che ha coinvolto tatto, olfatto e materiali

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