
La cena inaugurale riunisce 540 ospiti nel cuore del borgo. Tra sapori, vini d’eccellenza e la suggestiva consegna delle chiavi ai Priori ha preso ufficialmente il via la 54ª edizione dell’agosto montefalchese
dall’inviato GILBERTO SCALABRINI
Montefalco, 31 luglio 2026 – Montefalco apre la 54ª edizione della Fuga del Bove con una grande cena sotto le stelle che riunisce 540 commensali nel cuore del borgo. Tra il tintinnio dei calici, il profumo dei piatti della tradizione e il fascino della piazza illuminata, prende forma il primo atto della manifestazione più identitaria dell’anno, quella che ogni estate trasforma il borgo in un palcoscenico di storia, cultura e appartenenza.

Ieri sera, le lunghe tavolate hanno preso vita tra brindisi, sorrisi e il brusio di una piazza che ritrova il piacere di raccontarsi. Sotto il cielo estivo la cena rinascimentale è molto più di un appuntamento gastronomico: è il rito collettivo che apre la 54ª edizione della Fuga del Bove, celebrando il senso di appartenenza ai Quartieri e l’orgoglio di una comunità che rinnova ogni anno la propria storia.

Ad accogliere autorità, sindaci del territorio e ospiti sono il sindaco Alfredo Gentili e il presidente dell’Ente Fuga del Bove, Paolo Felicetti, che fanno gli onori di casa in una serata dove storia, convivialità e identità si fondono in un’unica atmosfera.
Il viaggio nei sapori si snoda attraverso un menù ispirato alla tradizione rinascimentale. Dopo il carpaccio di vitello con verdure croccanti in agrodolce, i tre chef servono caserecce con crema di melanzane, pomodorini confit e ricotta salata: ben 80 chilogrammi di pasta preparati per l’occasione. Applausi anche per il coscio di faraona con patate sabbiate alle erbe aromatiche.

A impreziosire la tavola sono i vini Doc e Docg di Montefalco. Le 350 bottiglie stappate raccontano un territorio che ha fatto dell’eccellenza la propria cifra distintiva. Lo sottolinea il neo presidente di Cia Umbria, l’agricoltore ed enologo Roberto Di Filippo: «Abbiamo degustato due eccellenti vini bianchi, un Grechetto Doc e un Trebbiano Spoletino. Straordinari anche i rossi. Questa terra è naturalmente vocata a produrre vini complessi, eleganti e di grande qualità. A Montefalco è difficile imbattersi in un’etichetta di basso livello, perché qui l’eccellenza è di casa».

Complice il caldo, vengono consumati circa 450 litri d’acqua minerale. Tra gli istanti più solenni della serata spicca, per la prima volta dal loggione del Palazzo Comunale, la consegna delle chiavi della città ai quattro Priori. A riceverle sono Angelo Santini per Sant’Agostino, Matteo Moretti per San Bartolomeo, Simone Tordoni per San Fortunato e Lorenzo Caterini per San Francesco. Un momento dal forte valore simbolico, nato da un’idea dell’Ente e della direzione storico-artistica di Mariella Nanni, ispirata agli studi di Luigi Gambacurta sugli Statuti della Terra di Montefalco.

Dopo il rito della consegna delle chiavi, lo sguardo della manifestazione si allunga sui giorni che verranno. Il presidente dell’Ente Fuga del Bove, Paolo Felicetti, apre idealmente il calendario degli appuntamenti annunciando l’avvio da questa sera dei tradizionali Conviti ad Arte nei Quartieri, cene a tema che intrecciano cucina, spettacolo e rievocazione storica. Rivolge quindi un caloroso saluto agli oltre cento soci del Lions Club e al Governatore del Distretto 108L, Luigi Capezzone, ospite d’onore della manifestazione, che consegna al sindaco Alfredo Gentili il tradizionale Guidoncino del Distretto.

Il filo della serata si ricompone poi nelle parole del sindaco Alfredo Gentili, che sposta l’attenzione su quanti, lontano dai riflettori, rendono possibile ogni edizione della Fuga del Bove. «I Quartieri – sottolinea – sono autentiche comunità che custodiscono la memoria, la cultura e le tradizioni di Montefalco, svolgendo anche un prezioso ruolo sociale». Un ringraziamento che il primo cittadino estende ai dipendenti comunali, alla Pro Loco e ai tanti volontari impegnati nell’organizzazione della manifestazione.

A chiudere la serata sono le note dei musici e la travolgente ironia del giullare Gianluca Foresi che, con le sue improvvisazioni in rima, conquista la piazza.
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