Tra fango e rami secchi, il sonno del piccolo naufrago: il bambolotto dimenticato

di GILBERTO SCALABRINI

Foligno, 9 agosto 2026 – Il Canale dei Molini scorre piano ai margini di via dei Mille e della zona di San Magno, a Foligno. Un filo d’acqua non proprio limpida, che in questi giorni di siccità sembra essersi ritirato in silenzio, lasciando scoperto ciò che per mesi il fondale aveva nascosto: bottiglie, ferri, vecchi oggetti, piccoli relitti di un’incuria dimenticata.

Poi, tra i rami secchi, compare lui. Un bambolotto impigliato nella sterpaglia, immobile, con il viso rivolto verso il cielo. Da lontano sembra quasi dormire, abbandonato in un letto improvvisato di fango, legni e poca acqua.

Intorno non accade nulla. Il canale continua il suo lento cammino, mentre nelle ore centrali il sole d’agosto cade verticale e feroce. I raggi lo colpiscono in pieno e, per un istante, quella figura di plastica sembra assumere qualcosa di stranamente umano: un piccolo naufrago dimenticato dal tempo, riemerso insieme ai rifiuti quando l’acqua si è fatta più bassa.

Un’immagine curiosa e malinconica, quasi surreale, che racconta meglio di molte parole ciò che il fiume, quando si ritira, finisce inevitabilmente per restituire.

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