Ricostruita sul modello del 1946 grazie a fotografie, affreschi e ricerche araldiche, la nuova bandiera del rione sarà protagonista domani sera della passeggiata storica della Quintana. Un vessillo restituito alla comunità dopo il furto dello storico stendardo del 1960: nei suoi colori e nei suoi ricami rivivono memoria, appartenenza e orgoglio rionale

di GILBERTO SCALABRINI

Foligno, 11  sett. 2026 – Tutta la storia in una bandiera. Nei colori, nei ricami, nei simboli di un vessillo che torna a vivere dopo ottant’anni e che sabato sera sfilerà per le strade di Foligno nella passeggiata storica della Quintana. È la bandiera del nobile rione Giotti, ricostruita sul modello di quella del 1946 grazie a un paziente lavoro di memoria, ricerca storica e studio araldico condotto dalla professoressa Anna Maria Rodante.

La nuova bandiera è stata presentata nelle severe stanze del museo della contrada, affidato alla responsabilità di Daniele Ciri, componente della squadra consiliare e del comitato rionale. Un luogo carico di memorie, scelto non a caso per restituire alla comunità un simbolo che affonda le radici nella storia più profonda del rione.

Il Costumista, sarto- tagliatore Daniele Gelsi e il Priore del rione Giotti, Alfredo Doni, svelano il prezioso manufatto

A raccontare il senso di questa operazione è stato il priore Alfredo Doni. Tutto nasce da una ferita mai completamente rimarginata: il furto dello storico vessillo realizzato in occasione della Giostra della Quintana speciale del 1960, organizzata per celebrare i Giochi della XVII Olimpiade di Roma.

«La perdita di quella bandiera – ha ricordato Doni – ha lasciato un vuoto profondo nel cuore di ciascuno di noi, privando il rione di uno dei suoi stendardi più rappresentativi e amati».

Da quel vuoto, però, negli anni è cresciuto il desiderio di riappropriarsi di un frammento della propria identità. Una volontà espressa da numerosi contradaioli, che hanno sostenuto il progetto con un contributo, ha sottolineato il priore, «andato persino oltre le aspettative». Doni ha ripercorso anche alcune stagioni decisive della vita rionale, ricordando il radicale cambio generazionale avvenuto nel 2000 e la figura di Amedeo Ciancaleoni, evocato ancora oggi come il «priore di tutti».

La preziosa bandiera rionale presenta un ricamo a riporto eseguito a mano, scontornato con filo d’oro e applicato con filo di seta

Per ricostruire il vessillo si è partiti dalle tracce lasciate dalla storia: gli affreschi con le venti bandiere raggruppate a trofeo nella Sala delle Armi di Palazzo comunale e una preziosa fotografia in bianco e nero risalente a 80 anni fa. Da quei dettagli, studiati e confrontati con rigore, ha preso forma la nuova bandiera. La realizzazione è stata affidata alla nota sartoria di Daniele Gelsi. Il vessillo presenta un ricamo a riporto eseguito a mano, scontornato con filo d’oro e applicato con filo di seta. A ricamarlo è stata Silvia Marcellini. L’insegna si presenta in smalto al vaio, caricata del Giglio e della Croce tribolata, con onde basse e regolari: un disegno che recupera fedelmente l’antica simbologia rionale.

Poi è arrivato il momento più semplice e insieme più solenne. Sergio Bovini, storico alfiere del Giotti, ha ammainato la vecchia bandiera. La nuova è stata fissata all’asta con le gallocce, quasi fosse un passaggio di testimone tra generazioni. Ora è pronta a tornare in strada, tra le chiarine, i tamburi e i costumi della Quintana.

Alla presentazione, insieme a un folto gruppo di rionali, era presente anche Ambra Cenci, dama storica del Giotti, il cui nome è legato a numerose vittorie dei cavalieri della contrada.

Così un pezzo di stoffa diventa qualcosa di più. Diventa memoria, appartenenza, orgoglio. E sabato sera, quando la bandiera tornerà a muoversi sopra le teste della gente, il rione Giotti non porterà in corteo soltanto un nuovo vessillo: porterà con sé un pezzo ritrovato della propria storia.

(Dal Corriere dell’Umbria)

 

(14)

Share Button