
Il tribunale: il 18enne resta in struttura terapeutica
Perugia, 27 maggio 2026 – Un ragazzo travolto dalla malattia mentale, incapace di comprendere il peso delle proprie azioni nel momento in cui, il 7 novembre scorso, trasformò un parcheggio alla periferia di Foligno in una scena di sangue.
È la conclusione a cui è arrivata la psichiatra Matilde Forghieri sul giovane – oggi diciottenne – accusato dell’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione di Salvatore Postiglione, 56 anni, l’ex capomastro ucciso a coltellate a Foligno.
La consulente nominata dal collegio penale del tribunale per i minorenni di Perugia, al termine dei 90 giorni di perizia, ha stabilito che il ragazzo fosse incapace di intendere e di volere al momento del delitto. Una valutazione che però si accompagna anche al riconoscimento della sua pericolosità sociale.
Per questo motivo il giovane, attualmente detenuto nell’Istituto penale minorile di Firenze, non potrà tornare a casa. Secondo la specialista dovrà proseguire un percorso terapeutico in una struttura residenziale adeguata, alla luce del disturbo schizofrenico diagnosticato durante gli accertamenti.
Il tribunale ha quindi incaricato i servizi territoriali della Usl Umbria 2 di individuare una sistemazione idonea per il ragazzo, assistito dagli avvocati Ilario Taddei e Samuele Ferocino. La difesa aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato subordinato proprio alla perizia psichiatrica disposta dai giudici minorili.
Il processo riprenderà a luglio, quando il procuratore capo Flaminio Monteleone e i legali dell’imputato presenteranno le rispettive richieste prima della sentenza finale.
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