Al mercato del piccolo antiquariato del rigattiere i Carabinieri sequestrano una sciabola militare acuminata non denunciata all’autorità di pubblica sicurezza e un pugnale arabo tipo “berbero”

Campello sul Clitunno, 9 febbraio 2024 – I militari della Compagnia Carabinieri di Spoleto, a conclusione accertamenti, hanno deferito in stato di libertà un commerciante della zona di 65 anni, resosi autore di vendita abusiva di armi.

Nel corso di domenica 4 febbraio, infatti, i Carabinieri della Stazione di Campello sul Clitunno hanno effettuato un servizio dedicato al controllo del territorio all’interno della nota “Fiera del piccolo antiquariato, del rigattiere e del collezionismo d’arte” di Pissignano.

I militari della Stazione di Campello sul Clitunno hanno proceduto ad attento controllo della merce in vendita sui banchi espositori del mercatino, intercettando nell’area relativa al collezionismo alcune armi in vendita, senza avere il titolo idoneo/l’autorizzazione alla commercializzazione delle armi.

Specificatamente si trattava di una sciabola militare acuminata non denunciata all’autorità di pubblica sicurezza e un pugnale arabo tipo “berbero” messi in vendita da un commerciante ambulante senza averne alcun titolo né per il porto e né per la vendita. L’uomo immediatamente veniva identificato in un cittadino italiano, 63enne, venditore ambulante che dinnanzi alle domande dei militari e la richiesta di documentazione non era in grado di fornire elementi utili a ricostruire la vicenda a sua discolpa.

Le armi venivano sottoposte a sequestro e l’uomo segnalato all’Autorità Giudiziaria competente per i reati di vendita ambulante e porto abusivo di armi senza il titolo idoneo con annessa violazione dell’art. 30, 37 e 38 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Tali vicende possono apparire riconducibili ad una mera mancanza di un titolo autorizzativo ma in realtà talvolta possano essere frutto di un vero e proprio mercato parallelo agevolato dalla complicità di cittadini compratori spinti da diverse e variegate ragioni.

Le persone sottoposte ad indagini preliminari si presumono innocenti.

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