“Lo stil novo del duecento umbro” nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario delle stimmate di san Francesco: sessanta opere raccontano l’attività del pittore anonimo

Perugia, 10 marzo 2024 – È stata presentata ieri alla stampa la mostra della Galleria Nazionale dell’Umbria realizzata in collaborazione con il Sacro Convento di San Francesco in Assisi dal titolo “L’enigma del Maestro di San Francesco”.

Nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario delle stimmate di san Francesco, sessanta opere raccontano l’attività del pittore anonimo che nella seconda metà del Duecento ha rappresentato san Francesco e il cuore della sua esperienza spirituale e umana ad Assisi e in Umbria, in particolare nel ciclo di affreschi della navata della chiesa inferiore della Basilica di San Francesco.

La mostra si muove nel contesto di una convenzione stipulata nel 2021 tra la Galleria Nazionale dell’Umbria e la Custodia Generale del Sacro Convento «per la valorizzazione del patrimonio artistico custodito e promosso dal Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco. Questa collaborazione – ha dichiarato durante la conferenza stampa fra Giulio Cesareo, OFMConv, Direttore dell’Ufficio Comunicazione del Sacro Convento – ha come ambiti la consulenza scientifica, la progettazione delle attività di cura, di promozione e di comunicazione, nonché di ricerca riguardanti questo immenso patrimonio artistico».

L’auspicio di un rinnovo della convenzione quasi in scadenza da parte della comunità francescana del Sacro Convento è stato confermato dal Direttore della Galleria Nazionale Costantino D’Orazio.

«Ci auguriamo che tutti gli eventi legati a questo tempo – come sottolineato dal Custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, nel catalogo della mostra – possano riportare l’attenzione sull’enorme valore della figura di Francesco d’Assisi, uomo semplice, mite creativo, capace di oltrepassare, con il suo esempio di conformità al Cristo fatto uomo, il tempo e lo spazio, per giungere sino a noi nella sua immutata forza di testimonianza.

In questo senso trovo particolarmente significativo che risalga proprio al Maestro di San Francesco una delle più antiche rappresentazioni dell’evento delle stimmate in cui, secondo san Bonaventura “il verace amore di Cristo aveva trasformato l’amante nell’immagine stessa dell’amato” (Legenda Maior 13,5), evento nel quale, in questo 2024, stiamo celebrando gli 800 anni».

A Perugia, per inaugurare e visitare la mostra, è giunto anche il Ministro Gennaro Sangiuliano.

“L’Umbria si prepara con emozione a vivere le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco e, sicuramente, la mostra organizzata alla Galleria Nazionale dell’Umbria, attraverso le opere esposte, ci restituirà il senso profondo del messaggio del Patrono d’Italia”: lo ha detto l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Umbria, Paola Agabiti, nell’inaugurara la mostra “L’enigma del Maestro di San Francesco.

Dopo aver rivolto “un sentito ringraziamento al ministro Sangiuliano,  Agabiti ha detto: “Voglio ringraziare il direttore della Galleria Nazionale, Costantino D’Orazio, i curatori e tutti i partner di questo progetto, per aver voluto celebrare un artista, una bottega e un’intera scuola figurativa, attraverso  opere di inestimabile pregio e valore, anche custodite nella nostra regione, nelle nostre chiese e nei nostri musei e che ci fanno inorgoglire – come umbri – della grandiosità del nostro  patrimonio artistico e del significato che esso contiene, in grado di ricordarci perennemente quanto l’Umbria sia stata un grande centro artistico e un crocevia di saperi, di valori e di accadimenti, che ritroviamo quotidianamente nel suo grande patrimonio storico”.

“Fondamentale sarà il ruolo del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, -ha aggiunto- che come Regione supporteremo per far conoscere a tutti il messaggio francescano e la sua forte attualità.

Arte, cultura, storia, spiritualità, si fondono nell’identità dell’Umbria e ne costituiscono quell’ossatura che contribuisce al successo della nostra terra, anche in termini di attrattività turistica”.

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