
Foligno, 20 nov. 2025 – Adesso l’Umbria brilla un po’ di più. A Parma, nel teatro dove ogni anno si celebrano i talenti della cucina italiana, una luce nuova si è accesa per la nostra regione: la Stella Verde Michelin è stata assegnata a Giulio Gigli, chef e anima di Une, il ristorante incastonato nel silenzioso borgo di Capodacqua di Foligno. Un applauso lungo, intenso, che parla di etica, terra e visione.
Tra i cinque premiati in tutta Italia, Gigli – 38 anni – è stato l’unico umbro a salire sul palco, simbolo di una strada intrapresa con coraggio: quella della sostenibilità concreta, fatta di mani sporche di terra, di orti che diventano dispensa, di scelte che riducono gli sprechi e valorizzano ogni risorsa naturale. Una filosofia che lo chef porta avanti con rigore fin dal 2021, anno di apertura del ristorante.
«La Stella Verde è una grande soddisfazione – racconta – perché riconosce un lavoro iniziato dal primo giorno. È un premio che porto con me, ma che appartiene all’Umbria: alle sue materie prime, ai produttori, agli allevatori. Nel nostro orto di cinquemila metri quadri ricaviamo miele, pane dal grano dei nostri campi, verdure, frutta di stagione. Abbiamo perfino la vigna. Questa autosufficienza nasce da una passione autentica per un’agricoltura che rispetti il territorio».
E ora, dopo la Stella Rossa ottenuta nel 2024?
«È uno stimolo a continuare, a scoprire nuove realtà locali e a dare ancora più valore a chi lavora la terra. Per chi viene a trovarci, la cucina sarà esaltata ancora di più. Anche l’estetica, naturalmente, ha il suo peso».
Cucina: arte o cultura?
«Per me è cultura, senza esitazioni. Il nostro progetto coinvolge oltre cinquanta persone tra produttori, coltivatori e allevatori. I nostri piatti parlano di loro e dell’Umbria».
Dentro Une – nome che, nelle Tavole Eugubine, significa “acqua” – tutto racconta questo legame. Il ristorante vive tra le mura di un ex mulino del Quattrocento, diventato frantoio nel Seicento e rimasto attivo fino agli anni Ottanta. Un luogo sospeso nel tempo, dove pietra, storia e natura convivono in un equilibrio raro. Qui, l’Umbria prende forma: nei profumi, nei gesti, nelle scelte. E ora anche in una nuova, preziosa Stella.
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