di GILBERTO SCALABRINI

Foligno, 28 marzo 2026 .- Foligno si è stretta attorno al suo nuovo vescovo. Nel tardo pomeriggio di sabato, piazza Garibaldi si è riempita di fedeli, autorità e rappresentanze cittadine per accogliere monsignor Felice Accrocca, arrivato alle 17 scortato da sei carabinieri motociclisti, tra il suono a distesa delle campane e gli squilli delle chiarine accompagnati dai tamburi dei musici e sbandieratori della Quintana.

Un ingresso solenne ma allo stesso tempo partecipato, segnato dal calore della gente. Il nuovo presule, sempre sorridente, ha salutato i presenti prima di raggiungere il santuario della Madonna del Pianto per un momento di preghiera. Poi, dalla scalinata della chiesa, affiancato dagli alfieri in costume, ha rivolto il suo primo saluto alla città.

Ad accoglierlo, anche il sindaco Stefano Zuccarini, che ha ricordato il valore simbolico di Foligno, città legata alla figura di san Francesco, assicurando piena collaborazione istituzionale «nell’interesse della comunità, soprattutto dei più fragili».

Nella sua risposta, Accrocca ha tracciato fin da subito la linea del suo ministero: collaborazione tra istituzioni, nel rispetto dei ruoli, e attenzione al bene comune. «La Chiesa – ha detto – non vuole essere estranea alla società», ma contribuire come coscienza critica, vigilando su legalità e giustizia e mettendo al centro la persona, a partire dai più deboli. Un servizio da svolgere con «disinteresse, umiltà e amore», nel rispetto delle autonomie.

Dopo il saluto, la processione guidata dal clero diocesano ha attraversato il centro storico fino alla cattedrale, accompagnata da due ali di folla e dal suono festoso delle campane. Qui l’ingresso è stato scandito dalle voci della schola cantorum Santa Cecilia, diretta dal maestro Antonio Barbi, e dalle note dell’organo suonato da Luca Agneletti.

Prima della celebrazione, Accrocca ha sostato nella cripta davanti alla tomba di san Feliciano, patrono della città, seguito dai cardinali Giuseppe Betori e Fortunato Frezza e dal vescovo Gualtiero Sigismondi.

Presenti anche le autorità civili, tra cui la presidente della Regione Stefania Proietti, il presidente della Provincia Massimiliano Presciutti e il prefetto Francesco Zito.

A chiudere il primo momento ufficiale, il saluto del vescovo emerito Domenico Sorrentino, che con una battuta in dialetto ha strappato l’applauso della cattedrale: «Benvenuto ne lu centru de lu munnu». Un’accoglienza calorosa che segna l’inizio del nuovo cammino pastorale.

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