Nel mirino dei Carabinieri un impianto gestito da un imprenditore extracomunitario. Due lavoratori impiegati con orari e retribuzioni ritenuti non conformi ai contratti di categoria. Contestate anche violazioni sulla sicurezza e un deposito incontrollato di rifiuti. Ammende per circa 23mila euro e sanzioni amministrative per 5.500 euro

GUALDO TADINO, 8 ago. 2026 –  – Orari di lavoro e retribuzioni nettamente inferiori a quanto previsto dai contratti collettivi, gravi carenze sul fronte della sicurezza e, nelle aree interessate dalle lavorazioni, anche un deposito incontrollato di rifiuti. È quanto emerso durante un controllo in un autolavaggio di Gualdo Tadino, al termine del quale l’attività è stata sospesa, i luoghi di lavoro sottoposti a sequestro preventivo e il titolare denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia.

L’ispezione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Perugia insieme ai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Gualdo Tadino, con il supporto degli ispettori dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Perugia e di un interprete. Il controllo rientra nella campagna di prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo nel settore del lavaggio dei veicoli.

Nell’autolavaggio, gestito da un imprenditore extracomunitario, erano impiegati due lavoratori. Gli accertamenti hanno fatto emergere, secondo quanto riferito dai Carabinieri, una serie di gravi violazioni delle norme sulla salute e sulla sicurezza: mancava parte della documentazione obbligatoria e sono state rilevate criticità strutturali nei luoghi di lavoro.

I militari hanno inoltre accertato la mancata adeguata formazione dei dipendenti in materia di sicurezza, l’assenza del Documento di valutazione dei rischi e la mancata designazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Un quadro che ha portato alla sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.

Ma è sul trattamento dei due dipendenti che l’ispezione ha fatto emergere gli aspetti più rilevanti. Dagli accertamenti sarebbero infatti emersi elementi ritenuti riconducibili allo sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato. Le contestazioni riguardano gli orari ai quali i lavoratori sarebbero stati sottoposti e le retribuzioni corrisposte, risultate nettamente inferiori a quelle previste dai contratti collettivi di categoria applicabili.

A questo si aggiungono, sempre secondo gli accertamenti, le condizioni nelle quali i dipendenti venivano impiegati, considerate tali da esporli a gravi rischi per la loro incolumità.

Al termine della verifica sono state impartite prescrizioni per ripristinare le condizioni di sicurezza. Elevate inoltre ammende per circa 23mila euro e sanzioni amministrative per complessivi 5.500 euro. I luoghi di lavoro sono stati sottoposti a sequestro preventivo con l’obiettivo di impedire la reiterazione dei reati contestati.

L’ispezione ha aperto anche un fronte ambientale. I Carabinieri Forestali di Gualdo Tadino hanno infatti rilevato, nelle aree dove si svolgevano le lavorazioni, la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti formatosi nel corso dell’attività dell’autolavaggio, in violazione delle disposizioni del Testo unico ambientale.

Per le violazioni contestate, l’imprenditore è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini e, in base al principio costituzionale della presunzione di innocenza, la persona indagata non può essere considerata colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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