
Aveva 68 anni e trasformò il dolore in aiuto per gli altri
di GILBERTO SCALABRINI
Foligno, 14 ott. 2026 – Il dolore per Lorenzo lo aveva accompagnato per tutta la vita. Luciano Paolucci gli aveva dato una direzione: proteggere altri bambini, ascoltare le famiglie, chiedere alle istituzioni di intervenire prima che fosse troppo tardi. Ieri pomeriggio, nella chiesa di San Giovanni Profiamma, l’ultimo saluto al padre del ragazzo ucciso da Luigi Chiatti il 7 agosto 1993. Aveva 68 anni. Lascia la moglie Silvana e i figli Stefano ed Elisa.

La chiesa romanica è piena. Nell’unica navata, con il presbiterio rialzato, i giovani della comunità cantano e suonano la chitarra. Tra i presenti, tanti occhi lucidi. Sulla bara di legno chiaro, lasciato grezzo, un cuscino di fiori e una palma, simbolo di fede.

Padre Massimo Massimi, della parrocchia di San Francesco, celebra con altri quattro sacerdoti. All’inizio del rito viene ricordato il cammino neocatecumenale di Luciano e il suo servizio di ministro della comunione: spesso la portava ai malati. Una presenza discreta, accanto a chi aveva bisogno.
Con la sua scomparsa, Foligno torna ai giorni in cui la paura entrò nelle case. Due nomi, due bambini, dieci mesi che segnarono la città. Il 4 ottobre 1992 scompare Simone Allegretti, quattro anni, rapito a Maceratola e poi ucciso. Il corpo viene ritrovato in un bosco. L’estate successiva Chiatti colpisce ancora: Lorenzo, tredici anni, viene ucciso a Casale mentre è in vacanza dai nonni. Il ritrovamento in un dirupo vicino all’abitazione dell’assassino conduce gli investigatori al responsabile. Viene arrestato l’uomo che si è autodefinito «il mostro».

Per Luciano e Silvana comincia una vita con un’assenza impossibile da colmare. Paolucci trova nella fede la forza per affrontarla. Arriva a perdonare pubblicamente l’assassino: «Io Luigi Chiatti l’ho perdonato». Ma pone un limite netto: non perdonerebbe chi decidesse di restituirgli la libertà, considerata la sua pericolosità sociale.
Nel 1995 nasce «La Marcia degli Angeli», l’associazione dedicata ai minori vittime di abusi, trascuratezza e difficoltà familiari. Chiede uno psicologo in ogni scuola, dagli asili nido alle superiori, almeno due giorni alla settimana. Vuole ascolto, prevenzione, luoghi di accoglienza. Nel 2000 porta questa battaglia anche in politica, candidandosi alle regionali nelle liste del centrodestra.

Il sindaco Stefano Zuccarini ricorda in una nota che i nomi di Luciano e Lorenzo «resteranno per sempre impressi nel cuore e nella memoria della città». Sottolinea come Paolucci abbia saputo fare della memoria del figlio la forza di un impegno civile per i più piccoli. La sua generosità e l’associazione, scrive, restano una testimonianza di «straordinario valore umano ed altissima civiltà». Alla moglie, ai figli e a tutti i familiari rivolge l’abbraccio di Foligno.
Nel settembre 2015 Chiatti viene trasferito dal carcere di Prato alla Rems di Capoterra, in Sardegna. Luciano, intanto, continua a cercare una strada oltre quel 7 agosto. È questa l’eredità che lascia: aver fatto del proprio dolore una responsabilità verso i figli degli altri. Non poteva più proteggere Lorenzo. Per tutta la vita ha cercato di arrivare in tempo per loro.
(Dal Corriere dell’Umbria)
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