
di GILBERTO SCALABRINI
Foligno, 1 sett. 2026 – A vederlo avanzare tra tamburi, chiarine e costumi seicenteschi sembra quasi uscito da un dipinto antico. Capelli lunghi, pantaloni ampi, arricciati e rimboccati sotto le ginocchia, il liuto stretto tra le mani: Antonio Stella, 73 anni, si infila tra i musici della Quintana e pizzica le corde con delicatezza. Poche note, leggere e lontane, e per un momento il rumore della festa lascia spazio a una musica che sembra arrivare direttamente dal Seicento. Non cerca virtuosismi né effetti spettacolari: dal liuto sgorgano sonorità semplici, antiche e delicate, quasi fatte apposta per accompagnare velluti, stendardi e passi sulle pietre del centro storico.
Dietro quel personaggio d’altri tempi c’è però una storia singolare. Stella, folignate d’origine e oggi residente a Gravellona Toce, in Piemonte, è stato maresciallo dell’Aeronautica. La musica entrò nella sua vita quando era sottufficiale a Cagliari.
«Suonavo la chitarra e avevo studiato per tre anni al Conservatorio», racconta. La svolta arrivò circa 35 anni fa, quando conobbe Daniele Bonati, noto liutista di Vignone. «Rimasi affascinato dal liuto e decisi di abbandonare la chitarra per dedicarmi a questo strumento, che oggi occupa un posto di rilievo nella mia vita musicale».
Una passione mai diventata semplice passatempo. Antonio continua a studiare e a fare ricerche, inseguendo repertori, spartiti e sonorità di una delle tradizioni musicali più intime e raffinate d’Europa, fiorita soprattutto tra Rinascimento e Barocco.
Quando torna a Foligno, dove a Corvia vivono un fratello e una sorella, la Quintana esercita su di lui un richiamo particolare. «Quando posso partecipo molto volentieri, aggregandomi ai musici. In quei momenti divento anch’io uno dei personaggi che danno anima alla festa. Il maestro di Palazzo, Alessandro Castellani, mi mette sempre a disposizione il costume».
Quella di quest’anno è stata la sua ottava presenza con l’Ente Giostra.
Tutto cominciò con il rione Badia. Antonio era amico del compianto artista Lidio Pepponi e fu il nipote Filippo a chiedergli di accompagnare con il liuto una sfilata. Da allora ha preso parte a diversi momenti della festa: al “Gareggiare dei convivi”, con il rione La Mora durante la declamazione di un passo della Divina Commedia e, ogni settembre, alla Fiera dei Soprastanti.
Ma Antonio porta le sue melodie anche altrove: partecipa a una festa medievale nel Novarese e da cinque edizioni suona a Bracchio, piccolo borgo sopra il lago di Mergozzo, durante una rievocazione che richiama le atmosfere delle antiche fiere.
In mezzo alla folla non cerca il centro della scena. Cammina, osserva, pizzica le corde. E la melodia sale sottile tra strade, piazze e vicoli. È forse proprio questo il fascino di Antonio Stella: far riaffiorare, con poche note, un tempo lontano senza bisogno di parole. Quasi l’illusione di tornare indietro nei secoli. Una magia semplice, ma autentica, per chi si ferma ad ascoltare.
(Dal Corriere dell’Umbria)
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