Perugia, 26 marzo 2024 – Nel 2023 sono stati rispettati in Umbria i valori limite del particolato atmosferico PM10 in tutte le postazioni di misura (24 su 24), sia come valore medio annuale sia come numero di superamenti della soglia giornaliera.

Inoltre, negli anni si è registrata una costante e generalizzata riduzione soprattutto per il numero di superamenti giornalieri.

I valori più elevati si continuano ad avere nell’area della Conca Ternana. Qui, presso la postazione di Terni – Maratta si è registrato il maggior numero di superamenti giornalieri, ovvero 41, di cui 8 sono dovuti al contributo da eventi naturali (trasporto di polveri dal Sahara) e non vanno conteggiati per il confronto con il limite di 35 superamenti annuali previsto dalla normativa.

Rispettati nel 2023 anche i valori limite degli altri inquinanti previsti dalla legge: biossido di azoto, polveri PM2.5, biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene e piombo sono risultati, secondo i dati raccolti dalle 24 della rete di monitoraggio di Arpa Umbria, abbondantemente al di sotto dei rispettivi limiti.

Il benzo-a-pirene, che è il composto principale della famiglia degli idrocarburi policiclici aromatici per il quale la norma individua un valore obiettivo, ha rispettato tale valore anche nel 2023. Negli anni i valori di benzo-a-pirene hanno avuto una iniziale riduzione e poi, da circa 5 anni, sono risultati stabili e sempre inferiori al valore obiettivo stesso.

Rispetto i metalli pesanti per i quali la legge individua un valore obiettivo (e non un limite), nel 2023 arsenico e cadmio sono risultati di gran lunga inferiori ai rispettivi valori obiettivi.

Il solo nichel, di contro, mostra valori più elevati nella sola area di Terni con la postazione di Prisciano dove è stato superato anche quest’anno il valore obiettivo. Ciò è dovuto quasi completamente alla presenza delle emissioni dalle attività del vicino polo siderurgico.

Anche in Umbria, come in molte altre zone d’Italia, un osservato speciale è l’ozono, inquinante presente specialmente in estate. Nel 2023, 6 stazioni su 9 hanno rispettato il valore obiettivo mentre solo 2 su 9 hanno rispettato l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana. L’aumentare di eventi di caldo estremo e l’assenza di precipitazioni hanno nel tempo favorito l’aumento dei valori misurati di ozono.

Nonostante il quadro sostanzialmente positivo dei dati relativi al 2023 l’attenzione deve rimanere alta alla luce degli obiettivi a cui tendere nel lungo termine per la nuova direttiva dell’Unione Europea sulla qualità dell’aria in via di approvazione. Questa, oltre a porre valori limite decisamente più ambiziosi e più in linea con quanto richiesto dalle recenti indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, richiederà il potenziamento delle capacità analitiche da mettere in campo per poter valutare nuovi inquinanti come le Polveri Ultra Fini, le particelle carboniose o la stessa composizione e tossicità delle polveri in aria.

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