
Focus sull’amministrazione condivisa: “I giovani protagonisti del proprio futuro” . L’ex studente dello Scarpellini: “La politica ci ascolti”
FOLIGNO, 22 gen. 2026 – – Chi l’ha detto che i giovani non hanno fiducia nelle istituzioni? Diego Donati, fresco di laurea in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Perugia, ha dedicato la sua tesi magistrale al Comune di Foligno perché “si apra sempre più pienamente alle forme dell’amministrazione condivisa”.
Ex studente dell’Istituto Tecnico Economico Aeronautico ‘F. Scarpellini’, il folignate, ventiquattro anni appena compiuti, ha le idee chiare: “Tutti i cittadini, e in particolare i giovani, devono poter contribuire alla trasformazione sociale”. Non ci sta, Diego, a rimanere a guardare, affacciato sul mondo al di là del vetro di una finestra: “La vera svolta è l’amministrazione condivisa, un modello di governance che si ispira al principio di sussidiarietà orizzontale, disciplinato dall’articolo 118 della Costituzione, e che prevede una reale partecipazione della comunità alle scelte dell’ente locale”.
Diego, con in mano il suo tomo di circa centocinquanta pagine che gli è valso il punteggio massimo di 110 e lode, spiega perché vuol scrivere di suo pugno il futuro che lo aspetta: “Credo fortemente nella partecipazione e nella collaborazione e ritengo che le nuove generazioni non debbano essere percepite solo come destinatarie di interventi sociali ma come interlocutori veri, che attendono solo di essere riconosciuti”.
Il tema, oggetto della tesi, è oltremodo attuale, se è vero che in molte città d’Italia, a partire da Bologna che è stata l’antesignana nel 2014, è già una realtà. Si pensi a Siena, Milano, Bergamo, Brescia, Torino, Firenze. “Attraverso l’amministrazione condivisa – insiste ancora Donati – tutti (e non solo le ristrette élites di potere) possono occuparsi del territorio in cui vivono, interpretandone bisogni e desideri”.
Una richiesta di protagonismo sociale che viene dal basso, da quei giovani che a torto vengono accusati di qualunquismo, gli stessi cui si imputa di disertare le piazze e le urne elettorali e che invece, pur non militando in alcun partito, vorrebbero comunque dire la loro, con coraggio e consapevolezza, assumendosi in prima persona la responsabilità dell’azione politica.
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