Una “giornata di riflessione, lotta e comunità, nonché una festa di popolo”, organizzata da Cgil provinciale Perugia, Anpi provinciale Perugia ed Encuentro. I due ospiti hanno anche presentato i loro libri, ‘Un’altra storia’ e ‘Quand’ero Rossella – La mia storia di Partigiana’

Perugia, 23 apr.2026  – “La libertà non ce l’ha regalata qualcuno, è stata conquistata e la nostra Costituzione esiste proprio perché sono stati sconfitti fascisti e nazisti. La nostra è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ma soprattutto una Repubblica antifascista, che rimane un valore assolutamente decisivo e importante, quindi il 25 aprile non è una semplice celebrazione”.

Sono le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha partecipato all’evento ‘La libertà è partecipazione’, organizzato a Perugia mercoledì 22 aprile da Cgil provinciale Perugia, Anpi provinciale Perugia ed Encuentro, in vista della Festa della Liberazione, accanto alla partigiana centenaria Mirella Alloisio. I due ospiti hanno anche presentato i loro libri, rispettivamente ‘Un’altra storia’ (Piemme, 2025) e ‘Quand’ero Rossella – La mia storia di Partigiana’ (Manni, 2026). All’iniziativa, che si è tenuta al Cva Case nuove di Ponte della Pietra, coordinata dallo scrittore e giornalista Giovanni Dozzini, erano presenti oltre 250 persone per una “giornata di riflessione, lotta e comunità, nonché una festa di popolo”, come è stata descritta dagli organizzatori.

“È stata una festa popolare – ha commentato Pampanelli – in cui sono stati presentati i libri di Maurizio Landini e di Mirella Alloisio, partigiana e medaglia d’oro alla resistenza, iscritta all’Albo d’oro della Città di Perugia. L’idea alla base è che la libertà è partecipazione, per citare Gaber, quindi abbiamo unito queste due storie e dove una finisce inizia l’altra, per raccontare che le cose non avvengono per caso, che i diritti vanno conquistati e che bisogna sempre lottare per la democrazia. La democrazia non è un punto acquisito, ma va costruita tutti i giorni, così come la nostra Costituzione”.

“Io sono figlio di due partigiani, padre e madre, quindi in casa mia il 25 aprile sempre stata una giornata di mobilitazione, di lotta – ha raccontato Landini –. Il libro parla della mia vita, del fatto di essere cresciuto avendo bisogno di lavorare come tanti ed essendomi poi impegnato perché la lotta per la libertà nel lavoro in realtà è una lotta non solo per affermare i diritti, ma per affermare un modello sociale fondato sulla giustizia sociale; in questo senso racconto come i diritti non li ha mai regalati nessuno, sono stati conquistati e soprattutto che le nuove generazioni oggi hanno una sfortuna rispetto a quella che ho avuto io.

Io non ho mai vissuto la precarietà, perché quelli che hanno lavorato prima di me, battendosi, mi hanno dato dei diritti. Noi oggi abbiamo per le nuove generazioni un livello di precarietà mai visto e quindi diventa assolutamente importante che l’azione del sindacato e l’azione politica cancellino le leggi balorde che sono state fatte e permetta ai giovani di potersi realizzare nel lavoro che fanno, di non essere precari e di poter utilizzare la loro intelligenza. Tra l’altro il nostro paese sta vivendo non solo un aumento delle diseguaglianze. Ecco, io credo che ricordare oggi il 25 aprile e il primo maggio vuol dire battersi per cambiare leggi sbagliate”. Alla presentazione dei libri è seguita la tradizione celebrativa della pastasciutta antifascista, accompagnata dalla musica degli 88 Folli.Inizio modulo

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