
dall’inviato GILBERTO SCALABRINI
Nelle foto che pubblichiamo, grazie alla collaborazione di fra Andrei Ciobanu (Magnifica Parte de Sotto) e Roberto Berti (Nobilissima Parte de Sopra) cinque scatti a testa delle scene 2026.
Assisi, 9 maggio 2026 – Nel cuore più segreto del Calendimaggio di Assisi esiste uno spettacolo che quasi nessuno vede. È il teatro nascosto delle “scene”, quelle rappresentazioni solenni e monumentali che Parte de Sopra e Parte de Sotto preparano per mesi e che, al momento decisivo, vengono offerte soltanto agli occhi della giuria. Un privilegio per pochi, un mistero per tutti gli altri. E forse è proprio questa inaccessibilità a renderle ancora più affascinanti.

Mentre la piazza esplode di colori, tamburi e cortei, dentro chiostri, vicoli, giardini e scorci medievali accuratamente trasformati, prende vita un altro Calendimaggio. Più silenzioso, più intimo, quasi sacrale. È lì che le due Parti condensano il meglio della loro arte: scenografie imponenti, recitazione, musica, luci, costumi e movimenti studiati con precisione quasi maniacale. Un lavoro collettivo che coinvolge centinaia di figuranti, artigiani, costumisti, falegnami, attori e registi volontari.

Le scene non sono semplici quadri storici. Sono mondi ricreati. Per qualche minuto Assisi smette di appartenere al presente e torna davvero al Medioevo. Le mura diventano castelli, i cortili si trasformano in monasteri, mercati, accampamenti o palazzi nobiliari.

Le torce illuminano volti e pietre antiche, i cori riempiono la notte, il rumore dei passi sul selciato accompagna racconti di santi, cavalieri, eretici, amori e battaglie. Ogni anno un tema diverso, ogni anno una sfida sempre più ambiziosa.

Il pubblico resta fuori. Aspetta. Intuisce. Immagina. Ed è proprio quell’attesa a nutrire il mito. Perché chi partecipa al Calendimaggio sa che il vero capolavoro potrebbe consumarsi lontano dagli applausi, dietro un portone chiuso o in un chiostro irraggiungibile, nel piazzale di una chiesa. La città si riempie allora di racconti frammentari, di indiscrezioni, di emozioni riferite da chi ha avuto il privilegio di assistervi.

“Quest’anno Parte de Sopra ha stupito tutti”. “La scena di Parte de Sotto era commovente”. Frasi che diventano leggenda ancora prima della proclamazione del vincitore.

Eppure il fascino più autentico delle scene sta forse proprio nella loro natura effimera. Nascono per una notte soltanto. Mesi di lavoro, sacrifici, prove infinite, notti passate a costruire e cucire, per pochi minuti irripetibili. Poi tutto svanisce. Restano le fotografie, i racconti, la memoria collettiva di chi c’era. Ma soprattutto resta il senso profondo del Calendimaggio: non uno spettacolo da consumare, ma una passione da vivere.

Per gli assisani delle Parti, infatti, la scena rappresenta molto più di una competizione. È orgoglio identitario, appartenenza, dedizione assoluta. È il momento in cui ogni contrada cerca di superare sé stessa, di emozionare, di lasciare un segno nella storia della festa. Non conta soltanto vincere. Conta stupire. Commuovere. Fare in modo che, una volta uscita la giuria, nei vicoli di Assisi resti quell’inconfondibile silenzio carico di meraviglia.

Così il Calendimaggio custodisce ancora oggi uno dei suoi riti più preziosi: uno spettacolo invisibile ai più, ma capace di alimentare il fascino immortale della festa. Perché certe emozioni, ad Assisi, non hanno bisogno di platee immense. Basta una notte medievale, il battito lontano dei tamburi e una scena che vive soltanto negli occhi di chi ha avuto la fortuna di vederla.

Oggi intanto il Calendimaggio si avvia verso il gran finale di questa edizione 2026. Alle 15.30 in Piazza del Comune, dopo il suono solenne della Campana delle Laudi, faranno il loro ingresso i cortei storici delle due Parti, in uno dei momenti più suggestivi e attesi della festa medievale piena di allegria. Poi, alle 21.30, sarà la volta della sfida canora, ultimo atto di una competizione vissuta tra passione, orgoglio e appartenenza. Infine Assisi conoscerà il nome della Parte vincitrice di questa intensa e spettacolare edizione del Calendimaggio.

Così la festa custodisce ancora oggi uno dei suoi riti più preziosi: uno spettacolo invisibile ai più, ma capace di alimentare il fascino immortale del Calendimaggio. Perché certe emozioni, ad Assisi, non hanno bisogno di platee immense. Basta una notte medievale, il battito lontano dei tamburi e una scena che vive soltanto negli occhi di chi ha avuto la fortuna di vederla.
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