
Foligno, 22 maggio 2026 – Altro che città modello e vetrina turistica internazionale. Mentre l’amministrazione comunale continua a rivendicare con orgoglio il marchio “Visit Foligno” e a ripetere di “non aver aumentato le tasse ai cittadini”, cresce il malcontento di chi, ogni giorno, vive le strade del centro e delle periferie.
È in questo clima che pubblichiamo la lettera aperta dell’ingegner Marcello Marcelli, un duro affondo contro una città che, secondo molti residenti, fatica ancora a garantire i servizi essenziali di decoro urbano. Dall’igiene pubblica alla pulizia delle strade, passando per l’invasione delle deiezioni animali e una segnaletica spesso trascurata, il quadro denunciato è quello di una Foligno lontana dagli slogan istituzionali e dalle ambizioni turistiche proclamate.
E mentre il Comune continua a parlare di promozione e rilancio dell’immagine cittadina, i cittadini fanno i conti con un altro dato ben più concreto: l’aumento della TARI, cresciuta del 63% negli ultimi sei anni. Una stangata pesante per famiglie e attività commerciali che, inevitabilmente, alimenta una domanda sempre più insistente: a fronte di costi così elevati, dove sono i risultati?
La sensazione diffusa è che la città chieda risposte, interventi visibili e una qualità dei servizi all’altezza dei sacrifici richiesti ai contribuenti. Perché il decoro urbano, la pulizia e la cura degli spazi pubblici non sono dettagli, ma il primo biglietto da visita di una comunità che vuole davvero presentarsi al mondo come destinazione turistica credibile.
Ecco il testo della lettera dell’ing. Marcello Marcelli:
In questi giorni migliaia di famiglie folignati hanno ricevuto le “lettere” dell’Ufficio Tributi relative alla TARI 2026.
Ho letto con attenzione la mia lettera ed i valori in esso contenuti: è stato un gesto automatico confrontare le cifre indicate per le due rate di “acconto” con le cifre degli anni passati.
Non mi sarei sorpreso vedere che ci fosse ancora un piccolo aumento anche per il 2026, ma confrontando le cifre del 2026 con quelle degli ultimi anni, quanto ho visto mi ha colpito come un pugno nell’occhio.
In soli 6 anni (cioè dal 2020 ad oggi) l’incremento TOTALE è stato ben del 63,1%. Eppure per me (ma anche per la maggior parte delle famiglie cittadine) non è cambiata la condizione di vita:
- abito lo stesso immobile
- il nucleo familiare è lo stesso
- in famiglia produciamo circa lo stesso volume medio di rifiuti (differenziati).
Riporto gli importi in forma tabellare.
| ANNO
di IMPOSTA |
IMPORTO TOTALE ANNUA TARI
(Eur) |
INCREMENTO TARI ANNUO
Rispetto al precedente (in %) |
INCREMENTO PROGRESSIVO RISPETTO al 2020
(in %) |
| 2020 | Eur 249,00 | 0,00 % | 0,00 % |
| 2021 | Eur 277,00 | 11,24 % | 11,24 % |
| 2022 | Eur 292,00 | 5,42 % | 17,27 % |
| 2023 | Eur 318,00 | 8,90 % | 27,71 % |
| 2024 | Eur 332,00 | 4,40 % | 33,33 % |
| 2025 | Eur 370,00 | 11,45 % | 48,59 % |
| 2026 (*) | Eur 406,00 | 9,73 % | 63,05 % |
(*) il “saldo” di dicembre non è ancora definito, gli eventuali incrementi potranno essere determinati entro il 31 Luglio 2026, per cui é stato considerato un andamento conservativo dei saldi rispetto alla somma dei 2 acconti
La tabella si legge sia per gli incrementi annui, che sono molto più alti degli incrementi dell’inflazione, che per gli incrementi rispetto all’anno di riferimento (2020).
Ma comunque la si legga è chiaro che a Foligno, parafrasando Milan Kundera, è sempre più grande “L’insostenibile pesantezza della TARI”.
Ed in cambio cosa otteniamo?
- Raccolte effettuate con frequenze inferiori
- sacchi di rifiuti che ancora punteggiano la città
- periferie fortemente insoddisfatte
- strade cittadine sporche
- erbacce che crescono lungo i cordoli
- deiezioni canine a gogo ovunque si vada
- arredi portarifiuti promessi da anni, ma ancora in condizioni che definire “pietose” è
All’aumento della TARI, nonostante l’orgoglio dell’Amministrazione Comunale “…non abbiamo aumentato le tasse cittadine…” (sic), invece non sia visibile nessun “aumento della qualità percepita, né tantomeno della qualità reale”. La città si aspetta di più, ma molto di più.
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