di GILBERTO SCALABRINI

Foligno, 23 maggio 2026 – Ieri pomeriggio, nel silenzio raccolto dell’Oratorio del Crocifisso, tra le luci soffuse della piccola “Cappella Sistina” di Foligno e gli occhi lucidi di chi lo ha conosciuto davvero, la musica è tornata a parlare con la voce di Luca Giuliani. Non quella delle note suonate al pianoforte, ma quella dei ricordi, delle testimonianze e di un’eredità umana che continua a vivere nei suoi allievi, nei suoi amici e in una città che non lo ha dimenticato. È nata così, tra commozione e applausi, la nuova “Associazione culturale musicale Luca Giuliani”, voluta per custodire e proseguire il cammino del maestro scomparso nel giugno del 2025.

L’Oratorio era gremito. Volti conosciuti, giovani musicisti, amici di una vita e semplici cittadini hanno riempito ogni spazio per rendere omaggio all’insegnante di pianoforte che, con la sua scuola di musica e il suo entusiasmo contagioso, ha lasciato un segno profondo nella comunità folignate. L’associazione è nata con un obiettivo chiaro: trasformare il dolore della perdita in energia creativa, continuando a “costruire e progettare sempre”, come Luca amava ripetere.

A sottolineare il valore dell’iniziativa (moderata da Augusto Arcangeli) è stata anche l’assessore alla cultura, Alessandra Leoni: “Quando nasce un’associazione culturale è come se sbocciasse un nuovo fiore in un giardino, perché la cultura ci permette di crescere”. Parole accolte da un lungo applauso, quasi a suggellare il senso profondo della serata.

Momenti di intensa emozione sono arrivati con il ricordo di Tiziana Filena, che con la voce spezzata dalla commozione ha raccontato il legame speciale che Giuliani riusciva a creare con i giovani e con chiunque incontrasse. Attraverso il pianoforte accendeva passioni, accompagnava percorsi di studio e trasmetteva messaggi pieni di umanità e amore per la vita. Il suo carisma, la sua empatia e la sua capacità di fare della musica uno strumento di solidarietà hanno attraversato tutti gli interventi della serata.

A tratteggiare il lato visionario del maestro sono stati anche gli amici di sempre. Raffaello Potalivo e Maurizio Arzilli hanno ricordato le sue “utopie”, i sogni apparentemente impossibili che Luca riusciva puntualmente a trasformare in realtà. “Il suo sogno era dare la musica a tutti”, ha raccontato Arzilli. E poi gli episodi che sembrano immagini di un film: il concerto improvvisato sotto la Tour Eiffel a Parigi, o quel tramonto sotto la Croce di Pale, quattro giorni prima della morte, raggiunta su una portantina costruita appositamente pur di poter suonare ancora una volta sotto il cielo dell’Umbria. Un pianoforte trascinato fin lassù dagli amici, come ultimo atto d’amore verso la musica.

Tra i ricordi più intensi anche quello di Bernardo Lanzetti, che ha evocato un concerto ad Assisi dove, ascoltando le sue composizioni a cielo aperto, molte persone si inginocchiavano per la forza di quelle composizioni.

Profonda anche la testimonianza del vescovo emerito, monsignor Domenico Sorrentino, che ha ricordato la dedica rivolta a Luca in un suo libro, quasi a farsi “perdonare” per le tante volte in cui non era riuscito a partecipare ai suoi concerti. “Da bambino volevo fare il musicista – ha confidato il presule – oggi sono uno strimpellatore. Ma quando metto le mani sulla tastiera, quelle mani sono di Luca”.

A chiudere la serata sono stati gli interventi della presidente Nicoletta Barnocchi e della vicepresidente Paola Morlupo, che hanno delineato il futuro dell’associazione: laboratori, musica d’insieme, performance aperte alla città e un insegnamento accessibile a tutti grazie a tariffe solidali. “La musica è di tutti e per tutti”, hanno ribadito, raccogliendo idealmente il testimone lasciato da Giuliani. Un progetto che vuole diventare uno “spazio dei talenti”, dove la musica possa continuare a curare anima, corpo e mente, come aveva insegnato a fare.

 

 

 

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