Perugia, 23 ott. 2026 – I Vescovi dell’Umbria apprendono con amarezza e delusione l’approvazione in Regione di una legge popolare che introduce il suicidio medicalmente assistito.
Di fronte ad una disposizione legislativa che, anziché promuovere e difendere la vita come dono inestimabile, intende legalizzarne la soppressione, ripetono con Papa Leone XIV che la tutela della vita – dal suo concepimento fino al suo termine naturale – è il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto.
La risposta umana e cristiana alle esigenze delle persone anziane, malate e sole è l’accompagnamento e la prossimità solidale. I Vescovi riaffermano altresì la necessità che si dia piena attuazione alla legge che ha introdotto le cure palliative.
Le Chiese che sono in Umbria continueranno con tutte le forze a servire la vita e a prendersene cura, assicurando vicinanza e sostegno a tutte le forme di fragilità. “La tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. Ciò che è legale non è necessariamente morale” (Leone XIV, Lourdes, 27 settembre 2026).

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